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L’acqua frizzante fa male ai denti? Ecco cosa dice davvero la scienza

Federica VitalePubblicato il 4 min di lettura
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acqua frizzante denti
Foto di Anja da Pixabay

L’acqua frizzante è spesso al centro di un dubbio molto diffuso: può danneggiare i denti? Il suo sapore leggermente acidulo e la presenza di anidride carbonica portano molte persone a chiedersi se berla ogni giorno possa favorire l’erosione dello smalto dentale.

Una nuova ricerca offre una risposta rassicurante. Sebbene l’acqua gassata provochi un temporaneo abbassamento del pH della saliva, il suo effetto è decisamente inferiore rispetto a quello delle bibite zuccherate e, nella maggior parte dei casi, la saliva è in grado di riportare rapidamente l’ambiente orale ai valori normali.

Il messaggio principale dello studio è chiaro: sostituire una bevanda zuccherata con un bicchiere di acqua frizzante rappresenta una scelta nettamente migliore per la salute dei denti.

Perché si pensa che l’acqua frizzante possa essere dannosa

L’acqua frizzante contiene anidride carbonica, che a contatto con l’acqua forma una piccola quantità di acido carbonico.

È proprio questa caratteristica a conferirle la tipica sensazione di freschezza e il gusto leggermente acidulo.

Negli anni, questa lieve acidità ha alimentato il timore che il consumo abituale di acqua gassata potesse consumare lo smalto dentale, un processo noto come erosione dentale.

In realtà, il rischio non dipende esclusivamente dal pH della bevanda, ma anche da numerosi altri fattori, come la durata del contatto con i denti, la frequenza di consumo, la presenza di zuccheri e la capacità della saliva di neutralizzare gli acidi.

Lo studio: confronto tra quattro diverse bevande

Per valutare gli effetti reali sull’ambiente orale, i ricercatori non si sono limitati ad analizzare l’acidità delle bevande in laboratorio.

Hanno invece osservato ciò che accade direttamente nella bocca dopo averle bevute.

Lo studio ha coinvolto 20 adulti, ognuno dei quali ha consumato quattro diverse bevande in momenti differenti:

  • bibita gassata zuccherata;
  • acqua frizzante naturale;
  • acqua frizzante arricchita con calcio;
  • acqua naturale.

Questo metodo ha permesso di confrontare gli effetti delle varie bevande riducendo le differenze individuali tra i partecipanti.

Cosa succede al pH della saliva

I risultati hanno evidenziato differenze molto nette.

Le bibite zuccherate hanno provocato il maggiore abbassamento del pH della saliva, mantenendo l’ambiente orale più acido anche diversi minuti dopo il consumo.

L’acqua frizzante naturale, invece, ha determinato soltanto una lieve e temporanea diminuzione del pH, osservata principalmente nei primi due minuti.

Anche l’acqua frizzante arricchita con calcio ha mostrato un comportamento simile, con una variazione leggermente ritardata.

In entrambi i casi, però, la saliva ha svolto efficacemente il proprio ruolo naturale di protezione, riportando il pH ai valori iniziali nell’arco di circa venti minuti.

Perché la saliva protegge i denti

La saliva rappresenta uno dei principali sistemi di difesa della bocca.

Oltre a mantenere umidi i tessuti, contiene sostanze in grado di neutralizzare gli acidi e favorire la remineralizzazione dello smalto.

Quando si consuma una bevanda leggermente acida, il pH orale può diminuire temporaneamente. Tuttavia, in condizioni normali, la saliva interviene rapidamente riequilibrando l’ambiente della bocca.

Il rischio di erosione aumenta soprattutto quando gli episodi di acidificazione sono molto frequenti oppure quando le bevande acide vengono sorseggiate lentamente nell’arco di lungo tempo, prolungando il contatto con i denti.

Acqua frizzante o bibite zuccherate: il confronto è netto

Uno degli aspetti più interessanti della ricerca riguarda proprio il confronto con le bevande analcoliche zuccherate.

Queste ultime, oltre ad avere un’acidità generalmente più elevata, contengono spesso zuccheri che alimentano i batteri presenti nella placca dentale, favorendo la produzione di ulteriori acidi responsabili della carie.

L’acqua frizzante naturale, invece, non contiene zuccheri aggiunti e produce un’alterazione molto più contenuta e di breve durata del pH orale.

Per questo motivo gli autori dello studio suggeriscono che rappresenti un’alternativa decisamente più favorevole rispetto alle classiche bibite gassate.

Serve comunque un po’ di prudenza

Gli stessi ricercatori sottolineano però che lo studio ha analizzato soltanto gli effetti immediati del consumo di queste bevande.

Restano ancora da chiarire gli eventuali effetti di un’assunzione molto frequente nel lungo periodo e il possibile ruolo di altri fattori, come aromi aggiunti, acidi diversi dall’acido carbonico o condizioni individuali della bocca.

Per questo motivo sono già previsti nuovi studi dedicati agli effetti cronici dell’acqua frizzante sulla salute orale.

La risposta della scienza

Alla luce delle conoscenze disponibili, la risposta alla domanda iniziale è meno allarmante di quanto si possa pensare.

L’acqua frizzante non zuccherata provoca una lieve e temporanea acidificazione della bocca, ma la saliva è normalmente in grado di neutralizzarla in tempi rapidi.

Ben diverso è il caso delle bibite zuccherate e delle bevande molto acide, che espongono i denti a un rischio decisamente maggiore di erosione e carie.

In altre parole, per chi ama le bollicine, bere acqua frizzante nell’ambito di una normale alimentazione e mantenendo una corretta igiene orale non sembra rappresentare un pericolo significativo per lo smalto dentale. Come sempre, la salute della bocca dipende dall’insieme delle abitudini quotidiane: alimentazione equilibrata, igiene orale accurata e controlli periodici dal dentista restano le strategie più efficaci per proteggere il sorriso.

Foto di Anja da Pixabay