alimentazione pasta
Foto di Klaus Nielsen da Pexels

La pasta può essere definita l’alimento preferito ed il più conosciuto al mondo e molti se non quasi tutti di noi hanno dei pacchi abbandonati in dispensa. La nostra prima reazione sarebbe quella di gettarla in quanto si pensa che sia scaduta, ma non è proprio cosi. Sarebbe un errore in buona parte dei casi perché a differenza di altri prodotti, come i latticini o prodotti freschi, non ha una vera e propria scadenza.

Come nel caso dei prodotti secchi, come caffè o riso, il consumo è determinato dal Termine Minimo di Conservazione, ossia quello che conosciamo meglio come dicitura “da consumarsi preferibilmente entro il” seguito dalla data prestabilita. Ovviamente tra le due diciture c’è una sottile differenza tra le due specie di alimenti.

 

Alimentazione, mangiare pasta scaduta cosa comporta alla nostra salute?

I cibi freschi infatti vanno incontro ad un naturale deterioramento ed a un conseguente aumento dell’attività microbiologica; superata la data scritta sulla confezione questi alimenti possono davvero nuocere gravemente alla nostra salute. Al contrario i cibi secchi, se conservati in modo corretto non causano alcun danno alla nostra salute anche dopo il superamento della data indicata.

Tuttavia le proprietà organolettiche dei prodotti come la consistenza, sapore e fragranza, possono risultare alterati se superata la data consigliata. Un pacco di pasta solitamente scade entro un paio di anni, ma può essere consumata anche dopo alcuni mesi. Potremmo trovarci davanti un piatto di pasta con una consistenza ed un sapore non proprio buoni, ma non andremo incontro a problemi gastrointestinali o intossicazioni.

Bisogna, come già detto, mantenere la confezione ben chiusa, lontana dall’umidità e da fonti di calore, come la luce diretta del sole. Se invece si osservano alterazioni del colore, rigonfiamenti sospetti della confezione e altre anomalie visibili è bene gettare tra i rifiuti la confezione di pasta scaduta.

Foto di Klaus Nielsen da Pexels