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Shrekking: la nuova tendenza del dating che divide opinioni

Federica VitalePubblicato il 4 min di lettura
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Foto Josh Hild Unsplash

Il mondo del dating non smette mai di inventare neologismi per raccontare i cambiamenti delle relazioni contemporanee. Dopo ghosting, breadcrumbing e benching, arriva lo Shrekking, un termine che prende il nome dall’orco verde protagonista del famoso film d’animazione. Dietro questa definizione curiosa si nasconde una pratica sentimentale precisa: scegliere consapevolmente un partner percepito come meno attraente di sé, nella convinzione che sarà più fedele, grato e protettivo.

Perché proprio Shrek?

Il riferimento all’orco più amato del cinema non è casuale. Nel film, la principessa Fiona rinuncia al principe azzurro per scegliere un compagno fuori dagli schemi, meno convenzionale e apparentemente meno desiderabile. Da qui l’idea di “innamorarsi di un orco”, cioè di qualcuno che la società potrebbe considerare meno appetibile sul piano estetico, ma ritenuto più sicuro sul piano emotivo.

Le promesse (illusorie) dello Shrekking

Chi sceglie di praticare questa tendenza lo fa spesso per paura delle delusioni sentimentali. L’idea di fondo è che un partner considerato “meno bello” o “meno richiesto” possa:

  • Essere più fedele: poiché avrebbe meno possibilità di ricevere attenzioni esterne.
  • Mostrare più gratitudine: perché riterrebbe un privilegio essere scelto.
  • Fornire stabilità emotiva: riducendo il rischio di tradimenti o delusioni.

In altre parole, si cerca di costruire una relazione partendo da una sensazione di sicurezza artificiale.

Quando la strategia si ritorce contro

Il problema dello Shrekking è che non funziona sempre come previsto. Molte persone che hanno provato questa strada raccontano di essere state “Shrekkate”, cioè tradite o deluse proprio da quei partner scelti perché ritenuti meno inclini a ferire. Questo dimostra che il comportamento umano non può essere ridotto a schemi basati sull’apparenza.

L’amore non segue logiche matematiche: anche chi non rientra nei canoni di bellezza può essere infedele o egoista, mentre persone considerate molto attraenti possono risultare affettuose e affidabili.

Un fenomeno tra ironia e realtà

Lo Shrekking si muove in bilico tra ironia e costume sociale. Da un lato è una definizione divertente, capace di catturare l’immaginazione dei più giovani e di trasformarsi in meme e conversazioni sui social. Dall’altro, racconta una tendenza reale: quella di cercare scorciatoie emotive in un panorama affettivo sempre più complesso, segnato da app di dating, scelte rapide e paura di restare soli.

Dietro lo Shrekking: insicurezza e paura

Se si guarda oltre la superficie, lo Shrekking non parla solo di estetica ma di insicurezza personale. Scegliere qualcuno ritenuto “inferiore” per non rischiare di essere lasciati o traditi è un modo per proteggersi dal dolore, ma allo stesso tempo rivela la paura di affrontare relazioni autentiche, fatte di vulnerabilità e fiducia reciproca.

In questo senso, lo Shrekking è anche uno specchio della società contemporanea, dove la ricerca della perfezione estetica si scontra con la difficoltà di costruire legami profondi e duraturi.

Relazioni ridotte a calcoli

Un altro rischio evidente è la trasformazione delle relazioni in meri calcoli strategici. Lo Shrekking parte da un presupposto superficiale: valutare l’altro in base al suo livello di desiderabilità sociale piuttosto che per compatibilità di valori, interessi o affinità emotive. Questo riduce l’amore a una questione di ranking estetico, allontanandolo dalla sua dimensione più autentica.

Un termine che divide

Lo Shrekking ha già acceso il dibattito:

  • C’è chi lo trova tossico, perché rafforza stereotipi sull’aspetto fisico e crea rapporti basati sulla disuguaglianza.
  • C’è chi lo prende con leggerezza, vedendolo come un modo ironico per raccontare dinamiche che in realtà esistono da sempre.

In entrambi i casi, il fenomeno dimostra quanto il linguaggio sia potente nel descrivere comportamenti diffusi, anche se non sempre sani.

Oltre lo Shrekking

Se c’è una lezione da trarre da questa tendenza, è che nessuna strategia può sostituire la sincerità delle emozioni. Cercare di proteggersi scegliendo un partner meno attraente non garantisce felicità né sicurezza. Al contrario, può portare a rapporti sbilanciati e privi di autenticità.

Alla fine, l’unico antidoto alla paura del cuore spezzato resta la capacità di costruire relazioni basate su fiducia, rispetto ed empatia, indipendentemente dall’aspetto fisico o dalla percezione sociale.

Foto di Josh Hild su Unsplash