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Antiossidanti e flavonoli: sempre più legati al lento declino cognitivo

Marco InchingoliPubblicato il 3 min di lettura
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Antiossidanti flavonoli declino cognitivo
Foto di DanaTentis da Pixabay

Secondo un nuovo studio pubblicato recentemente, le persone che assumono maggiormente cibi ricchi di flavonoli antiossidanti, presenti maggiormente in frutta e verdura nonché vino e tè, hanno un tasso di declino della memoria è più lento. Questi risultati sono davvero entusiasmanti in quanto suggeriscono che fare scelte dietetiche specifiche possono portare a un declino cognitivo più lento.

Qualcosa di semplice come mangiare più frutta e verdura e bere più tè è un modo semplice per le persone di assumere un ruolo attivo nel mantenere la salute del cervello. I flavonoli sono un tipo di flavonoidi, un gruppo di sostanze fitochimiche presenti nei pigmenti vegetali noti per i suoi effetti benefici sulla salute. Lo studio ha coinvolto oltre 900 persone di un’età media di 80 anni.

 

Declino cognitivo più lento, la condizione può migliorare grazie agli antiossidanti e flavonoli

Le persone coinvolte nello studio hanno compilato un questionario ogni anno sulla frequenza in cui assumevano determinati alimenti. Hanno anche completato test cognitivi e di memoria annuali tra cui ricordare elenchi di parole, ricordare numeri e metterli nell’ordine corretto. Ovviamente sono stati chiesti loro anche altri fattori come il loro livello d’istruzione, la frequenza con cui facevano attività fisica e quanto tempo hanno passato facendo attività mentalmente coinvolgenti, come leggere e giocare. Tutti i pazienti sono stati seguiti per una media di 7 anni.

Mentre la quantità media di assunzione di flavonoli negli adulti statunitensi è di circa 16-20 milligrammi (mg) al giorno, la popolazione dello studio aveva un’assunzione dietetica media di flavonoli totali di circa 10 mg al giorno. Il gruppo più basso aveva un’assunzione di circa 5 mg al giorno e il gruppo più alto consumava una media di 15 mg al giorno; che equivale a circa una tazza di verdure a foglia verde scuro. Per determinare i tassi di declino cognitivo, i ricercatori hanno utilizzato un punteggio cognitivo globale complessivo che riassume 19 test cognitivi. Il punteggio medio variava da 0,5 per le persone senza problemi di pensiero a 0,2 per le persone con decadimento cognitivo lieve a -0,5 per le persone con malattia di Alzheimer.

 

Non è sicuro se i flavonoli causino un tasso più lento di declino

Il punteggio cognitivo delle persone che avevano il più alto apporto di flavonoli diminuiva a un tasso di 0,4 unità per decennio più lentamente rispetto alle persone chi aveva l’assunzione più bassa. I ricercatori hanno notato che ciò è probabilmente dovuto alle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie intrinseche dei flavonoli. Lo studio ha anche suddiviso la classe dei flavonoli nei quattro costituenti: kaempferol, quercetina, miricetina e isorhamnetin. I principali contributori alimentari per ciascuna categoria sono stati: cavoli, fagioli, tè, spinaci e broccoli per il kaempferol; pomodori, cavoli, mele e tè per la quercetina; tè, vino, cavolo, arance e pomodori per la miricetina; e pere, olio d’oliva, vino e salsa di pomodoro per l’isoramnetina.

Lo studio mostra un’associazione tra quantità maggiori di flavonoli nella dieta e declino cognitivo più lento, ma non dimostra che i flavonoli causino direttamente un tasso più lento di declino cognitivo. Altre limitazioni dello studio sono che il questionario sulla frequenza alimentare, sebbene valido, è stato auto-riportato, quindi le persone potrebbero non ricordare con precisione ciò che mangiano.

Foto di DanaTentis da Pixabay