Quando si parla di salute, spesso l’attenzione è tutta sui danni del sovrappeso e dell’obesità. Ma uno studio di recente condotto in Danimarca suggerisce che non è così scontato: essere troppo magri – cioè un BMI (indice di massa corporea) sotto il limite considerato “normale” – può associarsi a un rischio di morte prematura anche superiore a quello riscontrato in persone con sovrappeso moderato. Questo risultato spinge a rivedere alcune idee comuni su quale peso sia davvero “sicuro”.
Che cosa ha studiato la ricerca danese
I ricercatori del Steno Diabetes Center ad Aarhus hanno analizzato i dati di 85.761 persone, con età mediana di circa 66 anni, per studiare la relazione tra BMI e mortalità nel corso di alcuni anni. Hanno definito varie fasce di BMI: sottopeso (< 18,5), “normale” (18,5-25), sovrappeso (25-30), obesità, ecc. Hanno paragonato i tassi di mortalità tra persone che rientravano in queste categorie, controllando per fattori come età, genere, malattie pregresse.
I numeri che colpiscono
I risultati mostrano che chi è sottopeso (< 18,5) ha un rischio di morte quasi tre volte maggiore rispetto a chi ha un BMI nella fascia alta del “normale” (22,5-25). Anche chi si trova nella parte bassa dell’intervallo “normale” (18,5-20; 20-22,5) ha un rischio aumentato, rispettivamente circa il doppio o ~27% in più rispetto al gruppo di riferimento. Al contrario, essere leggermente sovrappeso o anche obese lieve (BMI 30-35) non sembrava aumentare significativamente il rischio entro il periodo seguito dallo studio. Solo per BMI molto elevati (≥ 40), il rischio risultava più che raddoppiato.
Perché il rischio è così alto per chi è troppo magro
Essere sottopeso non è semplicemente una questione estetica: può riflettere malnutrizione, perdita di massa muscolare, carenze vitaminiche, ridotta riserva energetica in caso di malattia, e un sistema immunitario indebolito. Queste condizioni rendono il corpo meno pronto a resistere a infezioni, stress, lesioni o malattie croniche. Inoltre, alcune condizioni mediche possono portare sia al dimagrimento che a un peggioramento dello stato di salute, rendendo difficile distinguere se il sottopeso sia causa o conseguenza.
Confronto: sovrappeso e obesità lieve
Lo studio danese non nega i rischi legati all’eccesso di peso: le categorie con BMI molto alto mostrano un aumento della mortalità. Ma suggerisce che il sovrappeso moderato o l’obesità lieve non siano così pericolosi come si credeva, almeno nei brevi-medesimi periodi studiati, e che il rischio minimo di mortalità possa trovarsi in una fascia di peso leggermente più elevata della “norma” per alcune persone. Questo non significa che sovrappeso ed obesità non abbiano effetti negativi su salute cardiovascolare, diabete, disabilità, ma che la mortalità complessiva (durata della vita) ha una curva a “U” rispetto al BMI: troppo basso o troppo alto sono entrambi rischiosi.
Limiti e punti da chiarire
Come tutte le ricerche epidemiologiche, lo studio presenta limiti. Primo: il BMI è un indicatore grossolano, che non distingue tra massa muscolare, grasso corporeo, distribuzione del grasso (viscerale vs periferico). Secondo: non è sempre chiaro se il sottopeso sia la causa del peggioramento della salute o piuttosto un sintomo (chi è malato perde peso). Terzo: la durata del follow-up è relativamente breve per alcuni partecipanti, per cui gli effetti a lungo termine potrebbero essere diversi. Quarto: fattori confondenti – come fumo, condizioni socioeconomiche, malattie croniche – possono influire in modo sostanziale.
Quale “peso ideale” emerge dallo studio
Secondo questi dati, il rischio più basso di mortalità è associato a un BMI che non è il più basso della fascia “normale”, ma piuttosto verso 22,5-25 kg/m², cioè il limite medio-alto del cosiddetto peso normale. Chi ha BMI sotto 20 – e ancor più sotto 18,5 – appare svantaggiato. Questo implica che le linee guida sul peso “ottimale” potrebbero dover essere riviste, tenendo conto che il concetto di salute non coincide sempre con il peso corporeo più basso possibile.
Implicazioni pratiche e raccomandazioni
Che cosa fare oggi con queste informazioni? Innanzitutto, evitare ossessioni inutili per la magrezza fine a se stessa: il dimagrimento non salutare può essere più pericoloso del sovrappeso moderato. Chi è sottopeso dovrebbe consultare il medico: verificare che non ci siano patologie sottostanti, valutare l’apporto nutrizionale, stato muscolare, immunitario. Una dieta equilibrata, attività fisica, controllo dello stress, e monitoraggio medico regolare (in particolare nei soggetti anziani) sono strategie chiave. Per la salute pubblica, queste evidenze suggeriscono che programmi di prevenzione debbano includere anche il rischio legato al sottopeso, non solo all’obesità. Infine, queste ricerche vanno replicate in contesti differenti — per età, etnia, condizioni socioeconomiche — per capire meglio chi è più a rischio e come personalizzare le raccomandazioni.
