stimolazione elettrica cerebrale matematica
Foto di NoName_13 da Pixabay

Sembra fantascienza, ma non lo è. Una lieve scossa elettrica al cervello, impercettibile e sicura, potrebbe migliorare le competenze matematiche, soprattutto in chi ha più difficoltà. È quanto suggerisce uno studio condotto dall’Università di Oxford e pubblicato su PLOS Biology, che apre scenari rivoluzionari sull’uso della stimolazione cerebrale non invasiva in ambito educativo.

Come funziona la stimolazione cerebrale?

I ricercatori hanno utilizzato una tecnica chiamata stimolazione transcranica a rumore casuale (tRNS). A differenza di altri metodi, tRNS non provoca fastidi e il soggetto non si accorge se viene stimolato. Il trattamento è stato applicato per 150 minuti complessivi in cinque giorni, durante sessioni di esercizi di calcolo.

Tre i gruppi di studenti: uno ha ricevuto la stimolazione nella corteccia prefrontale dorsolaterale (dlPFC), un altro nella corteccia parietale posteriore (PPC), e il terzo una stimolazione fittizia. I risultati? Solo la dlPFC, regione legata al ragionamento logico, ha prodotto miglioramenti significativi.

Funziona solo su chi ne ha davvero bisogno

Il dato più interessante è che gli effetti sono maggiori in chi ha connessioni neurali più deboli in quella zona del cervello. La stimolazione sembra quindi agire come un amplificatore selettivo, migliorando le performance dove ce n’è più bisogno. Al contrario, chi ha già elevate capacità cognitive – come gli insegnanti di matematica coinvolti in precedenti test – ha registrato un peggioramento delle prestazioni, come se troppa stimolazione interferisse con un sistema già ottimizzato.

Verso l’uso pratico… ma con cautela

Secondo il neuroscienziato Roi Cohen Kadosh, questa tecnologia potrebbe entrare presto in scuole, università e aziende, offrendo un supporto concreto all’apprendimento personalizzato. Tuttavia, gli esperti mettono in guardia: non esistono “bacchette magiche” per il cervello.

Sung Joo Kim, psicologo alla Binghamton University, sottolinea che la stimolazione cerebrale va adattata alla morfologia individuale del cervello, altrimenti rischia di essere inefficace o addirittura dannosa.

Potenziamento cognitivo su misura

L’idea di migliorare l’intelligenza con l’elettricità non è nuova, ma oggi si fa concreta e misurabile. Se ulteriori studi confermeranno questi risultati, potremmo essere di fronte a un futuro in cui l’apprendimento sarà potenziato in modo mirato e sicuro. Non per tutti, però: solo chi ne ha bisogno, perché il cervello – come la matematica – non ama gli eccessi.

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