Tè o caffè? Per milioni di persone è semplicemente una questione di gusto, ma nelle donne anziane la scelta potrebbe avere qualche relazione anche con la salute delle ossa. Uno studio longitudinale condotto su migliaia di partecipanti ha osservato che il consumo abituale di tè era associato a una densità minerale ossea dell’anca leggermente superiore. Per il caffè, invece, non sono emersi effetti negativi significativi alle quantità normalmente consumate. Soltanto livelli particolarmente elevati, oltre cinque tazze al giorno, hanno mostrato segnali di una possibile associazione sfavorevole.
Quasi 10.000 donne osservate per dieci anni
La ricerca ha utilizzato i dati dello Study of Osteoporotic Fractures, una grande coorte statunitense comprendente 9.704 donne dai 65 anni in su. A differenza di molti studi precedenti, i ricercatori non hanno misurato alimentazione e ossa una sola volta. Consumo di tè e caffè è stato valutato ripetutamente attraverso questionari, mentre la densità minerale del collo del femore e dell’intera anca è stata misurata attraverso assorbimetria a raggi X a doppia energia, la tecnica comunemente utilizzata per valutare la densità ossea. Il periodo analizzato copriva circa dieci anni.
Il tè era associato a ossa leggermente più dense
Le donne che bevevano tè presentavano in media una densità minerale dell’anca totale leggermente superiore rispetto a quelle che non lo consumavano: 0,718 contro 0,715 grammi per centimetro quadrato. La differenza, pari a circa 0,003 g/cm², era statisticamente significativa ma molto piccola. È una distinzione importante: statisticamente rilevante non significa necessariamente clinicamente decisiva. Bere tè, quindi, non può essere considerato un trattamento per l’osteoporosi. Il risultato suggerisce piuttosto che alcuni componenti della bevanda potrebbero avere una modesta relazione favorevole con il mantenimento della massa ossea.
Perché il tè potrebbe comportarsi diversamente dal caffè
Entrambe le bevande contengono caffeina, sostanza da tempo studiata per i possibili effetti sul metabolismo del calcio. Il tè, tuttavia, contiene anche numerosi composti vegetali, compresi flavonoidi e flavan-3-oli, che potrebbero influenzare i processi di formazione e riassorbimento dell’osso. Già uno studio condotto su 1.256 donne britanniche tra 65 e 76 anni aveva osservato valori di densità minerale ossea superiori in diverse regioni dello scheletro nelle consumatrici di tè. Gli autori avevano indicato proprio i flavonoidi come una delle possibili spiegazioni, senza poter dimostrare un rapporto causale.
Il caffè, invece, non sembra essere il nemico delle ossa
Il risultato forse più rassicurante riguarda il caffè. Considerando complessivamente le partecipanti, i ricercatori non hanno trovato un’associazione significativa tra consumo della bevanda e densità minerale del collo del femore o dell’anca. Questo ridimensiona la vecchia idea secondo cui bere caffè sarebbe automaticamente dannoso per lo scheletro. Una meta-analisi precedente, comprendente oltre 500.000 persone, non aveva infatti trovato associazioni significative tra consumo quotidiano di tè o caffè e densità minerale ossea o rischio di frattura dell’anca.
La quantità, però, potrebbe fare la differenza
Il quadro cambia quando il consumo diventa molto elevato. Analizzando la relazione in maniera non lineare, il nuovo studio ha trovato un possibile calo della densità ossea oltre le cinque tazze di caffè al giorno. È emersa inoltre un’interazione con l’alcol: nelle donne con maggiore consumo di bevande alcoliche, il caffè era associato negativamente alla densità minerale del collo del femore. Sono segnali che richiedono cautela, perché derivano da analisi secondarie e non dimostrano che la caffeina sia direttamente responsabile della perdita ossea.
Altri grandi studi raccontano una storia ancora più complessa
La letteratura scientifica, infatti, non offre una risposta definitiva. Uno studio prospettico sulla UK Biobank, comprendente 487.594 persone seguite per una mediana di 12,8 anni, ha addirittura trovato che consumi moderati di entrambe le bevande erano associati a una minore incidenza di osteoporosi. In particolare, 1-2 tazze quotidiane di caffè e 3-4 di tè erano associate rispettivamente a un rischio inferiore del 10% e del 15% rispetto ai gruppi di riferimento. Anche una meta-analisi del 2025 ha trovato associazioni favorevoli, ma gli studi inclusi erano osservazionali e presentavano una notevole eterogeneità.
Per proteggere le ossa non basta scegliere la tazza giusta
La conclusione, dunque, non è che le donne anziane debbano sostituire il caffè con il tè per evitare l’osteoporosi. Il nuovo studio mostra un’associazione modesta a favore del tè e un possibile segnale negativo soltanto per quantità molto elevate di caffè; non dimostra causalità. La salute dello scheletro dipende da molti fattori, tra cui età, menopausa, predisposizione genetica, attività fisica, alimentazione, calcio, vitamina D, fumo, farmaci e condizioni mediche. La buona notizia per chi ama il caffè è che un consumo moderato non emerge da questo studio come una minaccia evidente per le ossa. Il tè potrebbe avere un piccolo vantaggio, ma contro l’osteoporosi conta molto più l’intero stile di vita di ciò che scegliamo di versare nella tazza.
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