Mangiare non sempre significa avere fame. Stress, tristezza, noia o tensione possono spingerci verso il cibo anche quando l’organismo non ha realmente bisogno di energia. È quella che comunemente chiamiamo fame nervosa o emotiva. Ora uno studio pubblicato su JAMA Network Open suggerisce che anche gli ormoni contenuti nella pillola anticoncezionale combinata potrebbero influenzare questo comportamento. Seguendo quotidianamente centinaia di donne, i ricercatori hanno osservato livelli più elevati di emotional eating nei giorni in cui venivano assunte le compresse contenenti ormoni rispetto ai giorni delle pillole inattive.
Lo studio ha seguito 422 donne giorno per giorno
La ricerca ha coinvolto 422 donne, con un’età media di circa 22 anni, che utilizzavano già contraccettivi orali combinati monofasici. Per 49 giorni consecutivi le partecipanti hanno fornito informazioni quotidiane sul proprio comportamento alimentare e sul tipo di pillola assunta. Questo disegno presenta un vantaggio importante: anziché confrontare semplicemente donne che prendono la pillola con donne che non la utilizzano, gli studiosi hanno osservato come cambiava il comportamento della stessa persona passando dalle compresse attive a quelle inattive. I dati provenivano dal Michigan State University Twin Registry ed erano stati raccolti tra il 2017 e il 2024.
La differenza compariva quando arrivavano gli ormoni
I risultati sono stati coerenti nei due cicli analizzati. I punteggi di alimentazione emotiva erano significativamente maggiori durante le pillole attive rispetto alle compresse inattive: l’associazione è comparsa sia nel primo sia nel secondo ciclo. Il risultato è rimasto significativo anche quando i ricercatori hanno controllato statisticamente le differenze tra i due cicli. Questo non significa necessariamente che le partecipanti consumassero enormi quantità di cibo ogni volta che assumevano la pillola attiva: lo studio misurava soprattutto variazioni nella tendenza a mangiare o mangiare eccessivamente in risposta a emozioni negative.
Il risultato è comparso anche nelle donne con episodi di abbuffata
Gli studiosi hanno poi analizzato separatamente 51 partecipanti che presentavano episodi clinicamente definiti di binge eating. Anche in questo sottogruppo emergeva complessivamente una maggiore alimentazione emotiva durante l’assunzione delle compresse attive, sebbene il campione fosse molto più piccolo e nel primo ciclo la differenza non raggiungesse la significatività statistica. Un altro particolare ha attirato l’attenzione: la preoccupazione per il peso non aumentava sistematicamente durante le pillole attive. Ciò suggerisce che il fenomeno osservato non fosse semplicemente il risultato di una maggiore attenzione all’immagine corporea.
Perché estrogeni e progestinici potrebbero entrare in gioco
L’ipotesi nasce da precedenti ricerche sugli ormoni ovarici e il comportamento alimentare. Durante il ciclo naturale, gli studi hanno osservato variazioni della propensione all’alimentazione emotiva e al binge eating in relazione alle oscillazioni di estrogeni e progesterone. In particolare, la contemporanea presenza di livelli relativamente elevati di estrogeni e progesterone dopo l’ovulazione è stata associata a una maggiore vulnerabilità. I contraccettivi combinati contengono un estrogeno e un progestinico e creano un ambiente ormonale differente dal ciclo spontaneo. Gli autori ipotizzano quindi che questa combinazione possa contribuire alle variazioni osservate nel comportamento alimentare.
Non sembra essere soltanto una questione di cattivo umore
Si potrebbe pensare a una spiegazione più semplice: la pillola peggiora l’umore e, sentendosi peggio, alcune donne mangiano maggiormente. I ricercatori hanno però controllato il cosiddetto negative affect, cioè l’insieme delle emozioni negative, e l’associazione con l’alimentazione emotiva è rimasta. Inoltre, quando l’umore negativo è stato analizzato direttamente, le differenze tra pillole attive e inattive risultavano più modeste rispetto a quelle osservate per l’emotional eating. Questo fa pensare a un’associazione più specifica, anche se lo studio non permette ancora di individuare il meccanismo biologico responsabile.
Non significa che la pillola faccia ingrassare
È una distinzione fondamentale. Lo studio non ha dimostrato che i contraccettivi orali provochino aumento di peso, né che tutte le utilizzatrici sviluppino fame nervosa o abbuffate. Ha esaminato donne giovani che utilizzavano contraccettivi combinati monofasici e ha misurato cambiamenti relativamente piccoli nei punteggi di alimentazione emotiva. Gli stessi autori sottolineano la necessità di studiare altre formulazioni e altri contraccettivi ormonali. Non sappiamo ancora, per esempio, se differenti dosaggi, diversi tipi di progestinico, pillole solo progestiniche, impianti o dispositivi intrauterini ormonali producano lo stesso andamento.
Il futuro potrebbe essere una contraccezione più personalizzata
Il risultato non è quindi un motivo per sospendere autonomamente la pillola anticoncezionale, che rimane un metodo contraccettivo efficace e appropriato per moltissime persone. Apre piuttosto una nuova domanda sulla medicina personalizzata. Se ulteriori studi confermassero che alcune formulazioni aumentano la vulnerabilità all’alimentazione emotiva in determinati sottogruppi, medici e pazienti potrebbero tenerne conto nella scelta del contraccettivo, soprattutto in presenza di una storia di binge eating o altri disturbi alimentari. Gli autori chiedono proprio di identificare chi sia maggiormente suscettibile e quali opzioni abbiano minore impatto. La pillola modifica intenzionalmente l’ambiente ormonale: la nuova ricerca suggerisce che comprenderne gli effetti potrebbe richiedere di guardare non soltanto al ciclo riproduttivo, ma anche al complesso rapporto tra ormoni, cervello ed emozioni che ci porta a mangiare.
