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Candida auris: l’allarme super fungo farmaco-resistente in Europa, l’Italia al terzo posto

Annalisa TelliniPubblicato il 3 min di lettura
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Candida auris fungo Italia
Foto masakazu sasaki Unsplash

Candida auris è un microrganismo emergente che ha catturato l’attenzione della comunità scientifica per la sua straordinaria resistenza ai farmaci antimicotici. Identificato per la prima volta nel 2009, si è rapidamente diffuso in ospedali di tutto il mondo, inclusa l’Europa. La sua capacità di sopravvivere su superfici inanimate fino a settimane lo rende particolarmente insidioso: letti, ventilatori e dispositivi medici possono diventare veicoli di trasmissione silenziosa.

Diffusione geografica e trend in Italia

L’ECDC segnala oltre 4.000 casi nell’UE/SEE tra il 2013 e il 2023, con l’Italia che occupa il terzo posto tra i Paesi più colpiti, dopo Spagna e Grecia. Gli ospedali italiani hanno registrato numeri in crescita, soprattutto nelle terapie intensive e nei reparti di lunga degenza, dove pazienti immunodepressi o con dispositivi invasivi sono più vulnerabili. La mancanza di diagnosi tempestive può favorire cluster epidemici silenziosi, difficili da interrompere.

Meccanismi di resistenza e difficoltà terapeutiche

Il problema principale di C. auris è la resistenza a più classi di antifungini. Molti ceppi non rispondono agli azoli, agli echinocandini o all’amfotericina B, riducendo drasticamente le opzioni terapeutiche. Alcuni ceppi mostrano resistenza multi-drug, rendendo la gestione clinica complessa e aumentando il rischio di mortalità. Il trattamento richiede farmaci combinati, monitoraggio costante e, spesso, interventi personalizzati caso per caso.

Pazienti più a rischio

I soggetti più vulnerabili sono i pazienti immunodepressi, chi ha cateteri venosi centrali, chi è in ventilazione meccanica o con ricoveri prolungati. Anche le persone anziane con patologie croniche presentano maggiore probabilità di infezioni invasive. Spesso, la colonizzazione iniziale è asintomatica: il fungo può essere presente sulla pelle o nelle mucose senza dare sintomi, ma con il rischio di sviluppare infezioni gravi se le condizioni del paziente peggiorano.

Contagio e misure preventive

Il contagio avviene principalmente per contatto diretto o indiretto con superfici contaminate. Per questo, gli esperti sottolineano l’importanza di rigorose pratiche di igiene ospedaliera, sanificazione di strumenti e ambienti, e uso corretto di dispositivi di protezione individuale. L’isolamento dei pazienti colonizzati è fondamentale per limitare la diffusione e prevenire focolai.

Sorveglianza e coordinamento europeo

L’Europa mostra lacune nella sorveglianza: solo metà degli Stati membri dispone di sistemi di monitoraggio dedicati, e non tutti prevedono test rapidi o linee guida uniformi. L’ECDC raccomanda uno scambio costante di dati tra Paesi, formazione del personale sanitario e protocolli condivisi per contenere il super fungo prima che si diffonda ulteriormente.

Impatto sul sistema sanitario

Le infezioni da C. auris non colpiscono solo i pazienti: rappresentano un onere economico e organizzativo significativo per gli ospedali. Aumentano i costi per cure intensive, isolamento, farmaci complessi e controlli ambientali continui. In contesti con risorse limitate, il rischio è di epidemie silenziose difficili da gestire senza un piano nazionale efficace.

Conclusioni: perché non si può abbassare la guardia

La diffusione di Candida auris in Europa e in Italia è un chiaro segnale che la lotta contro i super patogeni è ancora aperta. La combinazione di resistenza ai farmaci, contagio silenzioso e vulnerabilità dei pazienti rende urgente un intervento coordinato. Solo con sorveglianza attiva, protocolli rigorosi e consapevolezza diffusa tra operatori sanitari e cittadini sarà possibile contenere questo microrganismo prima che diventi una minaccia ancora più grave.

Foto di masakazu sasaki su Unsplash