Salta al contenuto
News

Assaporare il cibo in VR: arriva la lingua elettronica e-Taste

Federica VitalePubblicato il 2 min di lettura
Condividi
cibo in VR e-Taste
Foto di Mariya Muschard da Pixabay

Non si tratta di un esperimento di fantascienza né di una trovata pubblicitaria: ora è possibile assaporare cibo in realtà virtuale, grazie a una lingua elettronica chiamata e-Taste.

Sviluppata da un team dell’Università dell’Ohio e descritta in uno studio pubblicato su Science Advances, questa innovazione promette di portare l’esperienza sensoriale del gusto all’interno di videogiochi, esperienze immersive e persino percorsi di riabilitazione.

Come funziona e-Taste: tecnologia e sensi

Il sistema si basa su un meccanismo sorprendente: un insieme di sensori chimici rileva i livelli di cinque sostanze responsabili dei sapori fondamentali – salato, aspro, dolce, amaro e umami – per poi convertirli in segnali digitali.

Questi segnali attivano una pompa di rilascio controllato di idrogel aromatizzati, che vengono somministrati in piccole dosi sotto la lingua dell’utente attraverso un sottile tubo. L’effetto è quello di “assaggiare” il sapore simulato di un alimento, pur senza ingerirlo fisicamente.

Dal gioco al benessere: applicazioni future

Le potenzialità di e-Taste sono molteplici: videogiochi sempre più realistici, esperienze immersive nel commercio online, educazione sensoriale a distanza, ma anche gestione del peso – immaginando di soddisfare il palato con gusti simulati ma privi di calorie – o riabilitazione sensoriale per pazienti con difficoltà percettive.

I primi test sono promettenti: gli utenti hanno identificato correttamente alimenti come limonata, uova fritte e caffè con una precisione superiore all’80%, segno che la strada intrapresa è concreta e percorribile.

Gusto sì, sapore no: il limite invisibile

Tuttavia, la nuova tecnologia non è ancora in grado di replicare l’intera esperienza gustativa umana. Come spiegano gli esperti, il gusto non dipende solo dal sapore chimico: l’aroma e la vista giocano un ruolo determinante nella percezione del cibo.

Come osserva Alan Chalmers dell’Università di Warwick, “una fragola chiudendo naso e occhi diventa un’esperienza completamente diversa. Senza l’aroma e il colore, non si percepisce la dolcezza che normalmente attribuiamo al frutto”.

In sintesi: e-Taste può imitare il gusto, ma non il sapore nella sua totalità. Eppure, è solo l’inizio. Il prossimo passo? Aggiungere olfatto e tatto alla tavola digitale del futuro.

Foto di Mariya Muschard da Pixabay