Per decenni, le uova sono finite sotto accusa: troppo colesterolo, troppo rischio per il cuore. Eppure, secondo un nuovo studio pubblicato su The American Journal of Clinical Nutrition, a fare davvero la differenza nel livello di colesterolo “cattivo” (LDL) non sono le uova, ma i grassi saturi presenti nella dieta.
I ricercatori dell’Università dell’Australia Meridionale hanno infatti messo alla prova due variabili spesso confuse nei consigli nutrizionali: colesterolo alimentare e grassi saturi. Il risultato? Le uova, pur contenendo colesterolo, non aumentano il rischio cardiovascolare se consumate all’interno di un regime alimentare equilibrato.
Due uova al giorno, senza grassi saturi: si può
L’indagine ha mostrato che è possibile consumare fino a due uova al giorno senza compromettere la salute del cuore, a patto che la dieta complessiva sia povera di grassi saturi. Non è quindi la frittata in sé a doverci preoccupare, ma ciò che l’accompagna: pancetta, burro, salumi e formaggi stagionati.
Il colesterolo alimentare, una volta demonizzato, si dimostra molto meno influente del previsto, almeno in assenza di altri fattori di rischio o predisposizioni genetiche.
Il vero nemico: i grassi saturi
A peggiorare davvero il quadro lipidico sono i grassi saturi, presenti in molti cibi trasformati e in alcune carni rosse. Questi, più che il colesterolo delle uova, sono legati a un aumento dei livelli di LDL e, di conseguenza, a un maggiore rischio di infarto e ictus.
Come sottolinea il professor Jon Buckley, autore dello studio: “Possiamo affermare con certezza che le uova, se inserite in una dieta bilanciata, non sono pericolose per il cuore. La cattiva reputazione è frutto di raccomandazioni dietetiche ormai superate”.
Colazione: rivalutiamo le scelte
Alla luce di questi risultati, anche la colazione tradizionale merita una revisione. Un paio di uova sode o alla coque possono rappresentare una fonte eccellente di proteine e micronutrienti, senza effetti collaterali sul profilo lipidico.
Il vero pericolo? Sono gli “extra”: salsicce, formaggi grassi, brioche confezionate e altri alimenti ad alto contenuto di grassi saturi.
In sintesi: non è l’uovo a fare il danno, ma ciò che lo circonda nel piatto. E forse, è arrivato il momento di rimettere in discussione alcuni miti duri a morire.
Foto di Coffeefy Workafe su Unsplash
