Covid-19 scienza virus
Foto di Orna Wachman da Pixabay

La diffusione del virus Covid-19 sembra essere più veloce rispetto ai trattamenti esistenti al momento. Le persone vaccinate, secondo i dati recenti, sembrerebbero ricevere il virus ad un ritmo sorprendentemente alto, a differenza di come si pensava. Ora c’è una crescente preoccupazione che le persone vaccinate possano essere più vulnerabili alle malattie gravi. C’è una carenza di studi scientifici con risposte concrete che lasciano gli esperti sanitari increduli e formulano piani basati su informazioni frammentarie.

È tutto molto confuso. Mentre alcuni stanno rinnovando i mandati dell’utilizzo di mascherine o ritardando le riaperture degli uffici, altri citano la mancanza di chiarezza per giustificare questo cambio di rotta. In assenza di messaggi di salute pubblica poco chiare, le persone vaccinate sono confuse su come proteggersi.

 

Covid-19, il virus va troppo veloce per la scienza

Capire quanto si è vulnerabili è la chiave non solo per i funzionari pubblici, ma è importante anche per capire se decidere di annullare le riaperture nel mezzo di un’altra ondata del virus. Al posto di alcune risposte sono emerse una serie di studi che forniscono immagini un pò diverse riguardo a ciò. La presenza di  alcune variabili rende difficile confrontare risultati e modelli. È ancora più difficile capire quali di queste variabili poi abbiano più peso.

In uno dei focolai più noti, dove erano presenti persone vaccinate e non, nel Massachusetts per celebrare il 4 luglio, circa tre quarti delle oltre 400 infezioni era tra le persone vaccinate. Secondo il CDC ciò potrebbe significare che avevano le stesse probabilità di trasmettere il Covid-19 delle persone non vaccinate. Questo ha spinto il CDC a invertire la raccomandazione, che aveva emesso solo poche settimane prima, di esortare i vaccinati di indossare comunque le mascherine in determinati contesti.

Un ulteriore studio di New York ha rilevato che il numero di infezioni è aumentato almeno del 4% da maggio a luglio. Qui gli esperti suggeriscono che fattori variabili come l’allentamento delle restrizioni e la presenza della variante delta, possono influenzare i risultati. La ricerca d’Israele ha evidenziato che l’immunità al virus diminuisce nei mesi successivi al vaccino, portando ad un aumento dei ricoveri ospedalieri. Tuttavia con la presenza della variante delta è impossibile dire se la colpa sia dell’immunità debole o della variante stessa.

Ovviamente potrebbero essere tutte e due le cose. Le persone vaccinate che vengono infettate hanno meno probabilità di sviluppare malattie gravi e di finire in ospedale. Non c’è alcun dubbio che il vaccino faccia la sua parte e offre una protezione significativa, ma ancora moltissime persone non hanno ricevuto ancora la loro dose, tanto da spingere il paese vicino ad una nuova ondata di epidemie.

Foto di Orna Wachman da Pixabay