Una dieta vegetariana può mettere a rischio la salute del nostro cervello. A lanciare questa allarmante notizia è stato uno studio che ha evidenziato come i vegetali manchino essenzialmente di aminoacidi che si trovano solo negli alimenti di origine animale. La tendenza degli ultimi anni ad incoraggiare le persone ad adottare un regime dietetico vegetariano, sembra più una moda che una vera e propria esigenza nutrizionale.

Le riviste scientifiche pubblicano a più riprese articoli che evidenziano come una dieta vegetariana possa ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e il diabete, o che addirittura riduca il rischio di cancro. Sebbene i sondaggi dimostrino che il numero di persone che si considerano vegan o vegetariane negli Stati Uniti è rimasto lo stesso in quasi un decennio, è probabile che l’interesse delle persone nei confronti di una dieta vegetariana sia cresciuto nell’ultimo periodo..

Da diversi sondaggi Gallup, una società americana di analisi e consulenza con sede a Washington, D.C., risulta che “La vendita di alimenti a base vegetale è cresciute dell’8,1% nel solo 2017, e si prevede che presto le alternative a base vegetale ai prodotti lattiero-caseari rappresenteranno il 40% delle vendite di bevande a base di latte”. “Sulla base della crescita del mercato e delle ultime letture di Gallup su vegetarismo e veganismo, sembra che gli americani siano ansiosi di includere alternative ai prodotti animali nella loro dieta”.

Dubbi e preoccupazioni da parte dei ricercatori

Emma Derbyshire, Ph.D., nutrizionista e ricercatrice accademica, ha pubblicato un articolo sulla rivista BMJ Nutrition Prevention & Health a riguardo. La crescente tendenza verso le diete vegetariane fanno sorgere non pochi dubbi sulla validità scientifica di questo tipo di nutrizione. Nell’articolo, esprime preoccupazione per il fatto che una carenza di colina, nutriente cerebrale essenziale, possa comportare seri danni al cervello.

La colina è “essenziale” nel senso che, proprio come gli acidi grassi omega-3, il corpo umano non ne produce abbastanza per soddisfare le sue esigenze nutrizionali. Pertanto, ottenere la colina da fonti alimentari è cruciale.