Prima della fotografia, il romanzo. Prima del selfie, la copertina di un libro. È una delle idee che stanno emergendo nel mondo del dating online, dove alcune nuove esperienze cercano di spostare l’attenzione dall’aspetto fisico agli interessi personali, utilizzando proprio la lettura come possibile punto di partenza per conoscere qualcuno. Il principio è semplice: invece di chiedersi soltanto se una persona ci piace esteticamente, provare a capire qualcosa di lei attraverso le storie che sceglie di leggere.
L’idea può sembrare romantica, soprattutto in un’epoca nella quale le app di incontri hanno trasformato la ricerca di un partner in una sequenza rapidissima di fotografie, brevi descrizioni e primi giudizi. Un libro, invece, sembra promettere maggiore profondità: suggerisce gusti, curiosità, sensibilità, interessi e, almeno in parte, il modo in cui una persona guarda il mondo. Ma può davvero un elenco di romanzi dirci qualcosa sulla compatibilità tra due persone?
I libri raccontano chi siamo?
Leggere non è soltanto un’attività di intrattenimento. Per molte persone i libri sono legati a ricordi, periodi della vita, domande personali e momenti di cambiamento. Un romanzo può essere associato all’adolescenza, a una relazione, a un viaggio, a una persona che ce lo ha regalato o a una fase difficile nella quale quelle pagine hanno rappresentato una forma di compagnia.
Per questo parlare dei gusti letterari può diventare un modo indiretto per parlare di sé. Non conta soltanto il titolo che abbiamo letto, ma anche ciò che abbiamo trovato dentro quella storia. Due persone possono amare lo stesso romanzo per motivi completamente differenti: una può essere rimasta colpita dalla trama, un’altra da un personaggio, un’altra ancora da una frase che ha toccato qualcosa di personale.
Il libro diventa così una sorta di porta d’ingresso alla conversazione. Non dice necessariamente chi siamo, ma può offrire un’occasione per raccontarlo.
La compatibilità non si trova necessariamente nella stessa libreria
Il rischio, però, è trasformare anche la lettura in un altro algoritmo della compatibilità. Se abbiamo letto gli stessi cinque libri, siamo davvero più adatti a stare insieme? La risposta non può essere così semplice.
Condividere interessi può certamente facilitare la conversazione e creare un primo terreno comune, ma una relazione non si costruisce soltanto sulla somiglianza. Avere gusti identici non garantisce automaticamente intimità, fiducia o capacità di comunicare. Allo stesso modo, avere passioni differenti non significa essere incompatibili.
Anzi, qualche volta proprio le differenze possono diventare una risorsa. Una persona che legge soprattutto saggi può incuriosirsi davanti a qualcuno appassionato di narrativa fantastica; chi ama i classici può scoprire attraverso l’altro un autore contemporaneo che non avrebbe mai scelto. La relazione può diventare anche uno spazio nel quale ampliare il proprio mondo.
Dal “mi piace” al “raccontami perché”
C’è poi una differenza importante tra conoscere il libro preferito di qualcuno e conoscere il significato che quel libro ha per quella persona.
È una distinzione che riguarda anche il modo in cui comunichiamo sulle app di dating. Un profilo può dirci che qualcuno ama Dostoevskij, Murakami, Tolkien o Elena Ferrante. Ma il dato più interessante arriva dopo: perché proprio quel libro? Che cosa ti ha lasciato? In quale personaggio ti sei riconosciuto? Lo hai riletto? C’è un romanzo che ti ha cambiato?
Sono domande molto diverse da quelle alle quali siamo abituati nel dating più superficiale. Non chiedono soltanto che cosa piace, ma provano a capire perché piace.
Ed è proprio quel “perché” che può aprire una conversazione più autentica.
Perché siamo attratti da chi condivide i nostri interessi
Dal punto di vista psicologico, la ricerca di interessi comuni ha anche una funzione rassicurante. Scoprire che l’altra persona ama lo stesso autore, ascolta la nostra musica preferita o ha una passione simile alla nostra crea una sensazione di familiarità e appartenenza.
Quando incontriamo qualcuno che sembra condividere parti della nostra identità, possiamo percepire più facilmente una possibilità di intesa. È una delle ragioni per cui nelle relazioni tendiamo a cercare elementi comuni: ci permettono di costruire rapidamente una storia condivisa.
Ma bisogna distinguere tra somiglianza e compatibilità. La prima può facilitare l’inizio di una relazione; la seconda dipende da una combinazione molto più ampia di caratteristiche, tra cui comunicazione, valori, aspettative, gestione dei conflitti, disponibilità emotiva e capacità di rispettare le differenze.
Un libro può quindi far partire una conversazione. Difficilmente può dirci come andrà una relazione.
Il fascino di essere conosciuti attraverso ciò che leggiamo
Forse il successo di queste nuove modalità di dating racconta anche qualcosa del nostro bisogno di essere visti oltre la superficie. Dopo anni nei quali le app hanno reso l’immagine uno dei principali strumenti attraverso cui presentarsi agli altri, potrebbe esserci il desiderio di mostrare una parte meno immediata della propria identità.
Una fotografia comunica moltissimo, ma comunica soprattutto attraverso l’apparenza. Un libro richiede invece un altro tipo di curiosità. Non possiamo sapere chi sia una persona soltanto dal titolo che ha scelto, ma possiamo iniziare a farle una domanda.
Ed è proprio questo il punto interessante: il libro non dovrebbe diventare un test di compatibilità, ma un invito a conoscere qualcuno.
E se il vero match fosse una conversazione?
Forse allora il futuro del dating non consiste nello scoprire quale sia l’algoritmo perfetto per trovare la persona giusta. Potrebbe consistere nel creare condizioni migliori per parlare, ascoltarsi e andare oltre il primo giudizio.
Un libro può aiutare perché porta con sé una storia, e le storie hanno un potere particolare: permettono di parlare di noi senza dover parlare immediatamente di noi. Possiamo discutere di un personaggio e, quasi senza accorgercene, raccontare qualcosa delle nostre paure. Possiamo parlare di un finale e scoprire come l’altra persona affronta le delusioni. Possiamo confrontarci su una scelta narrativa e ritrovarci a parlare delle nostre scelte.
Alla fine, quindi, forse non serve trovare qualcuno che abbia la nostra stessa libreria.
Potrebbe essere molto più interessante trovare qualcuno disposto a prendere in mano un libro che non conosce, ascoltare perché ci piace e poi raccontarci perché, invece, lui o lei sceglierebbe tutt’altra storia.
Perché in amore, come nella lettura, non è sempre il libro che abbiamo in comune a fare la differenza. A volte è la conversazione che nasce aprendolo insieme.
Foto di Christiane da Pixabay
