Un semplice respiro potrebbe presto diventare il nuovo modo per diagnosticare il diabete, senza aghi né esami invasivi. Un team di ricercatori della Penn State ha infatti sviluppato un sensore basato sull’alito, capace di rilevare la presenza della malattia in pochi minuti.
Perché serve un nuovo test
Secondo il Center for Disease Control (CDC), nel mondo ci sono circa 38 milioni di persone con diabete, ma una su cinque non sa di esserlo. Oggi la diagnosi richiede esami del sangue, spesso svolti in ospedale o in laboratorio, con procedure che non tutti riescono a effettuare con regolarità.
Un test semplice e indolore potrebbe favorire la diagnosi precoce e spingere più persone a intraprendere cambiamenti nello stile di vita per gestire o prevenire la malattia.
Come funziona il sensore
Il nuovo strumento si concentra su un marcatore specifico presente nell’alito: l’acetone. Questa sostanza è un sottoprodotto naturale del metabolismo dei grassi, ma quando i suoi livelli superano 1,8 parti per milione, può essere un segnale di diabete.
Il test è estremamente semplice:
- si inspira ed espira in un sacchetto,
- il sensore viene immerso,
- in pochi minuti si ottiene il risultato.
“Il nostro sensore permette una diagnosi rapida e indolore: basta respirare e attendere qualche minuto”, ha spiegato Huanyu Cheng, coordinatore della ricerca, in un’intervista a New Atlas.
Verso nuove applicazioni
Il team sta lavorando a soluzioni ancora più pratiche, come posizionare il sensore sotto il naso o integrarlo in una mascherina. Inoltre, i ricercatori ritengono che lo stesso approccio potrebbe rivelarsi utile anche per la diagnosi di altre condizioni mediche, ampliando le potenzialità della tecnologia.
Se confermato su larga scala, questo sistema potrebbe trasformare la diagnosi del diabete, rendendola finalmente rapida, accessibile e senza dolore.
