Da New York, lo psicoterapeuta Clay Cockrell ha osservato da vicino un mondo che affascina e divide: quello dei super-ricchi. Dopo anni di sedute con milionari e miliardari, Cockrell afferma di aver smesso di inseguire la ricchezza come obiettivo personale. “Ho smesso di giocare alla lotteria – racconta – ho visto i pericoli del possedere troppo di qualsiasi cosa”.
Secondo lui, molti clienti soffrono del cosiddetto “effetto tossico dell’abbondanza”: la sensazione che non sia mai abbastanza. Non importa se si hanno 10, 50 o 100 milioni, la ricerca di altro diventa una spirale senza fine che somiglia a una dipendenza.
Quando il denaro non basta
Cockrell spiega che uno degli obiettivi della terapia è aiutare i pazienti a individuare scopi oltre l’accumulo di denaro. Le domande diventano allora: la felicità si trova nella filantropia? Nelle relazioni? O magari nella costruzione di qualcosa di nuovo?
Il terapeuta sottolinea che l’ambizione non è negativa, ma deve essere compresa e allineata a un senso più profondo. Altrimenti si trasforma in un continuo rincorrere numeri vuoti.
I problemi nascosti della ricchezza
Molti immaginano che i ricchi non abbiano vere preoccupazioni. Ma Cockrell racconta di clienti che si sentono isolati, diffidenti e incapaci di costruire nuove relazioni, per paura di essere cercati solo per interesse. Le difficoltà si estendono anche alle famiglie: eredità complesse, rapporti tesi e figli che vivono tra privilegi e pressioni estreme.
I giovani eredi, spesso chiamati “nepobabies”, rischiano di crescere annoiati, privi di motivazioni o schiacciati dal confronto con i genitori. Alcuni finiscono per cercare emozioni forti attraverso comportamenti rischiosi.
Il confronto con la vita “comune”
La realtà, però, è che la maggior parte delle persone nel mondo combatte con il problema opposto: la scarsità di denaro. Uno studio della British Psychotherapy Association ha rivelato che il 94% dei terapeuti nel Regno Unito ha visto peggiorare la salute mentale dei pazienti a causa delle difficoltà economiche e dell’aumento del costo della vita.
Se per i ricchi l’abbondanza complica la vita, per molti altri è la mancanza di risorse a generare stress, ansia e scelte sbagliate.
La lezione universale
Cockrell è il primo a sottolineare che il suo campione è di parte: i ricchi che incontra sono quelli che hanno deciso di chiedere aiuto perché infelici. Ma il messaggio che trae da anni di lavoro con i milionari vale per tutti: il denaro non è il segreto della felicità.
“Guardate chi ha tutto – dice – eppure non è felice. La vera gioia nasce dalle relazioni, dalla famiglia, dal contributo che diamo agli altri. È lì che si trova la felicità, non sul conto in banca.”
Foto di Nattanan Kanchanaprat da Pixabay
