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Scoperti utensili di 1,5 milioni di anni a Sulawesi: mistero sull’“hobbit” di Flores

Federica VitalePubblicato il 2 min di lettura
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Foto di Franz Bachinger da Pixabay

Una scoperta sensazionale sta gettando nuova luce sull’evoluzione umana nel Sud-est asiatico. Sull’isola indonesiana di Sulawesi, gli archeologi hanno portato alla luce sette utensili in pietra, risalenti a un periodo compreso tra 1,04 e 1,48 milioni di anni fa. Si tratta della più antica testimonianza della presenza di ominidi nella regione di Wallacea, l’area insulare che separa le piattaforme continentali asiatica e australiana.

Utensili semplici ma rivoluzionari

Gli strumenti, rinvenuti nel sito di Calio durante scavi condotti tra il 2019 e il 2022, sono stati realizzati in selce attraverso una tecnica di scheggiatura. Uno di essi mostra segni di ritocco per affilare il bordo, suggerendo un uso prolungato. Secondo Adam Brumm, archeologo della Griffith University in Australia, si tratta di strumenti rudimentali ma funzionali, probabilmente impiegati per tagliare, raschiare o lavorare materiali organici come il legno.

Un salto indietro di centinaia di migliaia di anni

Prima di questo ritrovamento, gli utensili più antichi scoperti a Sulawesi risalivano a circa 194.000 anni fa. I nuovi reperti spostano indietro la cronologia di oltre 800.000 anni, aprendo scenari inediti sulle rotte migratorie degli ominidi nella regione.

Chi li ha creati?

L’assenza di fossili umani associati complica le ipotesi. Gli studiosi indicano due candidati: l’Homo erectus, già presente sull’isola di Giava 1,6 milioni di anni fa, oppure un antenato diretto dell’Homo floresiensis, il celebre “hobbit” dell’isola di Flores, caratterizzato da bassa statura e cervello ridotto. Questa seconda possibilità affascina particolarmente gli archeologi, poiché suggerirebbe che Sulawesi possa essere stata un punto di transito cruciale nella migrazione verso le isole di Flores e Luzon.

Un mistero ancora aperto

Nonostante l’importanza della scoperta, molti interrogativi restano irrisolti. Non è stato possibile stabilire l’esatto utilizzo degli strumenti e non sono stati trovati segni di macellazione sulle ossa animali del sito. Questo lascia aperta la possibilità che fossero impiegati per attività diverse dalla lavorazione della carne, come la costruzione di utensili in legno o la lavorazione di piante.

Un tassello nella storia dell’evoluzione

Finché non emergeranno fossili umani nello stesso contesto, il vero autore di questi manufatti resterà un enigma. Tuttavia, il ritrovamento rappresenta un tassello fondamentale per comprendere i percorsi migratori degli antichi ominidi e l’origine di specie misteriose come l’“hobbit” di Flores.

Foto di Franz Bachinger da Pixabay