Da sempre, l’infinito affascina filosofi, matematici e fisici. È simbolo di grandezza senza limiti, di possibilità eterne, di misteri cosmici. Eppure, un gruppo crescente di studiosi sta mettendo in discussione questo pilastro teorico. Si chiamano ultrafinitisti e hanno una proposta radicale: eliminare l’infinito dalla matematica e dalle scienze teoriche.
Il loro pensiero non è nuovo, ma oggi torna al centro del dibattito scientifico. Secondo loro, usare numeri smisurati o concetti infiniti distorce la realtà e allontana la scienza dal suo compito fondamentale: descrivere il mondo che possiamo osservare, misurare e comprendere.
L’infinito come illusione mentale
Per l’ultrafinitismo, l’infinito non è un’entità concreta ma un’astrazione priva di fondamento fisico. Nessun essere umano può contare fino a infinito, né rappresentare davvero numeri come 10¹⁰⁰. Dunque, secondo questi studiosi, basare la matematica su concetti non verificabili rende più debole l’intero impianto logico.
Uno dei sostenitori più noti, il matematico Doron Zeilberger, afferma che l’infinito è solo una comodità concettuale che andrebbe abbandonata. La sua proposta non è tanto quella di ridurre la matematica, quanto di radicarla maggiormente nell’esperienza concreta.
Universi finiti e fisica quantistica
Durante una recente conferenza alla Columbia University, il fisico teorico Sean Carroll ha mostrato un modello di universo “ultrafinito”. Nel suo schema, lo spazio resta infinito, ma gli stati quantistici possibili sono finiti. Un’idea sorprendente che dà origine a un universo ciclico, dove ogni cosa si ripete dopo un certo tempo, evitando i paradossi legati all’espansione infinita e all’entropia crescente.
Questo tipo di modello, pur non essendo una descrizione certa della realtà, dimostra che è possibile fare scienza anche senza postulare l’infinito.
Un cambiamento che riguarda tutti
Eliminare l’infinito cambierebbe non solo la matematica pura, ma anche la fisica, la cosmologia, l’informatica e persino la filosofia. Gli ultrafinitisti propongono un ritorno a numeri manipolabili, concetti misurabili, modelli verificabili. In un mondo dominato dalla complessità, questa visione richiama un’etica del limite, una matematica umile e concreta.
Forse non sostituirà mai del tutto il pensiero tradizionale. Ma oggi, più che mai, l’ultrafinitismo ci invita a rimettere in discussione ciò che diamo per scontato, anche se ha la forma di un otto rovesciato.
Foto di Damir Belavić da Pixabay
