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Perché la fame ci rende irritabili: cosa dice davvero la scienza

Federica VitalePubblicato il 2 min di lettura
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fame irritabilità
Foto di Mauro Borghesi da Pixabay

Quante volte ci capita di dire o sentire la frase: “Scusa, ero solo affamato”? La fame non è solo un bisogno fisico, ma spesso una vera e propria miccia emotiva. Si diventa più suscettibili, meno pazienti, e tutto sembra più irritante. Questa reazione non è esagerata né casuale: la scienza ci spiega che la fame influisce direttamente sul cervello, alterando percezioni ed emozioni.

Il cervello ha bisogno di zuccheri per restare calmo

Il cervello umano consuma circa il 20% dell’energia totale del corpo, e lo fa quasi esclusivamente attraverso il glucosio. Quando restiamo a lungo senza mangiare, i livelli di zucchero nel sangue si abbassano e il cervello fatica a funzionare correttamente. Si riducono le capacità cognitive, ma soprattutto la soglia di tolleranza. È il momento in cui si diventa “hangry” (fusione di hungry e angry, affamato e arrabbiato).

Gli ormoni dello stress si attivano

Il calo di glucosio provoca una risposta di allarme dell’organismo. Vengono rilasciati ormoni come cortisolo e adrenalina, gli stessi che il corpo attiva in situazioni di pericolo. Questo cocktail chimico serve a tenerci vigili, ma può anche portarci a reazioni esagerate o aggressive, soprattutto verso stimoli banali o persone vicine.

La fame altera anche la percezione sociale

Uno studio pubblicato sulla rivista PLOS ONE ha dimostrato che quando si ha fame si tende a interpretare gli eventi in modo più negativo. Le emozioni si amplificano e si riduce la capacità di regolare i propri impulsi. Questo spiega perché piccoli ostacoli o commenti innocui possano farci esplodere quando siamo a digiuno da troppe ore.

Una fame che viene da lontano

Dal punto di vista evolutivo, reagire con urgenza alla fame era essenziale per la sopravvivenza. L’organismo ci allerta per spingerci all’azione, a cacciare o raccogliere cibo. Oggi il frigo è a pochi metri, ma il corpo reagisce ancora come se fossimo nella savana.

Il consiglio? Prevenire il calo

Per evitare questi “crolli emotivi” legati alla fame, gli esperti consigliano di non saltare i pasti, consumare alimenti a lento rilascio energetico e mantenere idratazione costante. Uno spuntino salutare può fare la differenza tra una giornata nervosa e una decisamente più serena.

Foto di Mauro Borghesi da Pixabay