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Caffè, chi ne beve di più ha meno grasso e più muscoli: lo studio su oltre 2.200 persone

Federica VitalePubblicato il 4 min di lettura
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Cup of fresh made coffee served in cup on grey background. Coffee background.

Una tazza di caffè potrebbe essere associata a qualcosa di più della classica spinta di energia mattutina. Una ricerca dell’Università di Oulu, in Finlandia, ha trovato che le persone abituate a consumarne quantità maggiori tendevano ad avere meno grasso corporeo e viscerale e più massa muscolare scheletrica, nonostante un indice di massa corporea simile. Lo studio, pubblicato sull’European Journal of Nutrition, ha analizzato anche metaboliti e ormoni sessuali, scoprendo differenze interessanti tra uomini e donne. Il dato, però, va interpretato correttamente: mostra un’associazione e non dimostra che sia il caffè a produrre direttamente questi effetti.

Lo studio su 2.264 finlandesi

I ricercatori hanno utilizzato i dati di 2.264 partecipanti, il 47% uomini, appartenenti alla Northern Finland Birth Cohort 1966, un grande progetto che segue nel tempo persone nate nella Finlandia settentrionale. Tutti avevano 46 anni al momento delle valutazioni considerate. Il consumo abituale di caffè è stato ricostruito tramite questionario, mentre gli studiosi hanno analizzato composizione corporea, metabolismo, ormoni e numerose molecole circolanti nel sangue. I modelli statistici hanno tenuto conto di fattori potenzialmente importanti come BMI, istruzione, fumo, attività fisica e consumo di alcol.

In Finlandia cinque tazze non sono così insolite

Tra i partecipanti, 2.194 bevevano caffè e soltanto 70 dichiaravano di non consumarlo. I ricercatori hanno diviso i bevitori in tre categorie: 1-2 tazze al giorno, 3-4 tazze oppure almeno 5 tazze quotidiane. Quest’ultima categoria comprendeva ben 1.076 persone. Non è del tutto sorprendente considerando che la Finlandia è uno dei Paesi con il maggiore consumo di caffè al mondo. C’è però un dettaglio metodologico importante: il questionario chiedeva il numero di tazze, senza definirne precisamente il volume. Non è quindi possibile tradurre automaticamente queste categorie in una quantità esatta di caffeina.

La bilancia non mostrava tutta la differenza

Il risultato più curioso riguarda proprio la composizione corporea. Le persone che bevevano più caffè mostravano percentuali inferiori di grasso totale e di grasso viscerale, quello accumulato nell’addome intorno agli organi e particolarmente importante per la salute metabolica. Allo stesso tempo presentavano una maggiore massa muscolare scheletrica. Eppure il BMI risultava sostanzialmente comparabile tra i diversi gruppi. È una dimostrazione di quanto il semplice rapporto tra peso e altezza possa nascondere differenze importanti: due persone con BMI simile possono avere proporzioni molto diverse di tessuto adiposo e muscolo.

Nel sangue cambiano anche alcuni amminoacidi

L’associazione non riguardava soltanto grasso e muscoli. Un consumo maggiore di caffè era correlato, in entrambi i sessi, a concentrazioni inferiori di amminoacidi a catena ramificata (BCAA), tra cui leucina, isoleucina e valina. Livelli circolanti elevati di questi amminoacidi sono stati associati in precedenti ricerche a insulino-resistenza e maggiore rischio metabolico, anche se il loro ruolo biologico è complesso e non possono essere considerati semplicemente “buoni” o “cattivi”. Gli autori ritengono che questa firma metabolica possa offrire nuovi indizi sui meccanismi attraverso i quali il consumo abituale di caffè si collega alla salute cardiometabolica.

Negli uomini emerge anche un legame con gli ormoni

Le differenze più marcate sul piano ormonale sono state osservate negli uomini. Un maggiore consumo di caffè risultava associato a testosterone totale e SHBG più elevati, ma anche a testosterone libero e indice degli androgeni liberi più bassi. Negli uomini che bevevano più caffè sono emersi inoltre livelli inferiori di insulina a digiuno e dopo carico di glucosio. Nelle donne, invece, le associazioni ormonali erano più limitate e riguardavano soprattutto una maggiore SHBG e frazioni androgeniche libere inferiori. Secondo gli studiosi, queste differenze suggeriscono che i collegamenti tra caffè, metabolismo e ormoni possano essere almeno in parte specifici per sesso.

Questo non significa che il caffè faccia crescere i muscoli

Il limite principale è decisivo: si tratta di uno studio trasversale osservazionale. Consumo di caffè e caratteristiche metaboliche sono stati messi in relazione nello stesso momento, quindi non è possibile stabilire quale venga prima. Potrebbero esistere caratteristiche dello stile di vita non completamente catturate dalle analisi che distinguono chi beve molto caffè da chi ne beve poco. Inoltre, nel gruppo con consumi più elevati erano presenti più uomini e più fumatori. Gli autori hanno effettuato aggiustamenti statistici per diversi fattori, ma questo non elimina completamente la possibilità di confondimento.

Una pista interessante, non una nuova dieta al caffè

I risultati non giustificano quindi l’idea di bere più caffè per dimagrire o aumentare la massa muscolare. Per costruire muscolo rimangono fondamentali attività fisica, in particolare esercizi di forza, alimentazione adeguata e recupero; per ridurre il grasso corporeo conta l’equilibrio complessivo dello stile di vita. La scoperta apre però una domanda scientifica interessante: quali componenti del caffè potrebbero contribuire alle associazioni osservate? Caffeina e numerosi polifenoli sono candidati, ma la risposta non è ancora disponibile. Il gruppo di Oulu sta studiando questi meccanismi anche in modelli animali, con l’obiettivo futuro di arrivare a studi di intervento sull’uomo. Solo allora potremo capire se il caffè contribuisce davvero a una composizione corporea più favorevole o se ne è semplicemente un curioso compagno di viaggio.