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Zanzare sterili invece degli insetticidi: il piano di Google per limitare le epidemie

Federica VitalePubblicato il 3 min di lettura
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Foto National Institute of Allergy and Infectious Diseases Unsplash

L’idea di liberare milioni di zanzare nell’ambiente può sembrare controintuitiva, ma è proprio questa la strategia su cui punta Google, attraverso il progetto Debug sviluppato da Alphabet. L’obiettivo non è aumentare il numero di insetti, bensì ridurre drasticamente la popolazione delle specie responsabili della trasmissione di malattie come dengue, Zika, chikungunya e virus del Nilo occidentale. Per farlo, l’azienda ha chiesto alle autorità statunitensi il permesso di rilasciare fino a 32 milioni di zanzare maschio sterili in California e Florida nell’arco di due anni.

Perché proprio le zanzare maschio

La strategia sfrutta una caratteristica fondamentale della biologia di questi insetti: soltanto le femmine pungono gli esseri umani per nutrirsi del sangue necessario alla maturazione delle uova. I maschi, invece, si alimentano esclusivamente di nettare e non trasmettono malattie. Rilasciare milioni di maschi non comporta quindi un aumento del rischio di punture, ma serve a farli accoppiare con le femmine selvatiche, interrompendo progressivamente il ciclo riproduttivo della popolazione bersaglio.

Il ruolo del batterio Wolbachia

La tecnologia utilizzata non prevede modifiche genetiche. I maschi vengono allevati in laboratorio e infettati con un particolare ceppo del batterio naturale Wolbachia, presente in molte specie di insetti. Quando un maschio portatore del batterio si accoppia con una femmina che non lo possiede, le uova non si sviluppano e non danno origine a nuovi individui. Ripetendo il rilascio nel tempo, il numero di zanzare in grado di trasmettere malattie tende a diminuire in modo significativo.

L’intelligenza artificiale al servizio della salute pubblica

Uno degli aspetti più innovativi del progetto Debug riguarda l’impiego dell’intelligenza artificiale e della robotica. Sistemi automatizzati sono in grado di distinguere rapidamente maschi e femmine durante l’allevamento, evitando il rilascio accidentale di esemplari femmina. Sensori, algoritmi e sistemi di visione artificiale consentono inoltre di monitorare la produzione, pianificare le aree di rilascio e analizzare l’efficacia della strategia con un livello di precisione difficilmente raggiungibile con metodi tradizionali.

I risultati ottenuti finora

Approcci basati su Wolbachia sono già stati sperimentati in diversi Paesi. In particolare, programmi realizzati a Singapore hanno mostrato una forte riduzione delle popolazioni di zanzare bersaglio e un significativo calo dei casi di dengue nelle aree interessate. Questi risultati hanno contribuito a rafforzare l’interesse della comunità scientifica verso una tecnica che potrebbe rappresentare un’alternativa ai pesticidi chimici, spesso meno selettivi e soggetti allo sviluppo di resistenze.

I dubbi e le verifiche necessarie

Nonostante l’entusiasmo, il progetto è ancora sottoposto alla valutazione dell’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (EPA). Gli esperti stanno analizzando i possibili effetti sull’ecosistema, la sicurezza del metodo e la sua efficacia su larga scala. La maggior parte degli entomologi considera la tecnica promettente e a basso impatto ambientale, ma sottolinea l’importanza di un monitoraggio continuo e di valutazioni indipendenti prima di un’eventuale diffusione su vasta scala.

Un nuovo modo di combattere le malattie trasmesse dagli insetti

Ogni anno le zanzare sono responsabili della trasmissione di malattie che colpiscono centinaia di milioni di persone nel mondo. Per questo motivo la ricerca sta esplorando strategie sempre più mirate e sostenibili. Ridurre la popolazione delle specie vettori senza ricorrere massicciamente agli insetticidi potrebbe offrire un importante vantaggio sia per la salute pubblica sia per l’ambiente, soprattutto nelle aree dove queste patologie stanno diventando più frequenti a causa dei cambiamenti climatici.

Una tecnologia da seguire con attenzione

Il progetto di Google rappresenta uno degli esempi più avanzati dell’integrazione tra biologia, ingegneria e intelligenza artificiale. Se riceverà il via libera delle autorità e confermerà i risultati ottenuti nelle sperimentazioni precedenti, potrebbe diventare uno strumento aggiuntivo nella lotta contro le malattie trasmesse dalle zanzare. Per il momento, però, si tratta di una proposta ancora in fase di autorizzazione, che dovrà dimostrare sul campo sicurezza, efficacia e sostenibilità prima di essere adottata su larga scala.

Foto di National Institute of Allergy and Infectious Diseases su Unsplash