Usare i repellenti contro le zanzare non è soltanto un qualcosa che viene fatto per allontanare il fastidio. Meno si viene punti da questi insetti, meno si rischia di entrare in contatto con agenti patogeni di ogni tipo. Se ogni tanto vi capita di pensare che forse questi prodotti sembrano un meno efficace, non è del tutto colpa loro. Sembrerebbe infatti, secondo un nuovo studio, che gli insetti stanno avendo dei comportamenti un po’ strani.
I repellenti più comuni utilizzano un composto noto come DEET, un utilizzo che risale quasi un secolo fa. Ha sempre dimostrato di essere efficace per almeno cinque, ma uno studio in Francia ha esaminato dell’altro. Sembrerebbe infatti che alcune zanzare siano, al contrario, attratte da questa sostanze. Di fatto, l’associano alla presenza di nutrimento, di sangue.
Le zanzare e i repellenti
Un problema di base è che nonostante l’età del DEET, in tutti questi anni non si è mai capito realmente il funzionamento che spinge le zanzare a starci lontano. Piuttosto, sembra che le particelle del repellente confondono gli insetti più che tenerli specificatamente lontani. A furia di essere esposti a queste sostanze, un po’ come i batteri e i virus, è stata sviluppata una resistenza. A questo punto, usare il prodotto diventa quasi controproducente visto che la loro presenza implica la presenza di umani e quindi di cibo.
Le parole dei ricercatori: “È risaputo che le zanzare sono in grado di apprendere e memorizzare informazioni. Ciò che apprendono sugli ospiti e sul loro ambiente può a sua volta influenzare la trasmissione di malattie. Questo studio indica che il DEET non agisce sulle zanzare solo a livello fisiologico. Si verifica anche una risposta cognitiva, che potrebbe essere un elemento importante del suo meccanismo d’azione.”
