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Dove si accumula il grasso conta più del peso: il legame con l’invecchiamento del cervello

Federica VitalePubblicato il 5 min di lettura
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Foto di Isaac Fryxelius da Pixabay

Per anni il dibattito sulla salute si è concentrato soprattutto sul peso corporeo e sull’indice di massa corporea (BMI). Oggi, però, la ricerca scientifica sta mostrando un quadro più complesso: non è soltanto la quantità di grasso a influenzare il benessere, ma anche la sua distribuzione nel corpo.

Uno studio pubblicato sulla rivista Nature Mental Health suggerisce che il luogo in cui il grasso si accumula potrebbe essere strettamente collegato alla salute del cervello e alla velocità con cui questo invecchia.

I risultati indicano che alcune tipologie di grasso, in particolare il grasso viscerale, sembrano associate a cambiamenti nella struttura cerebrale e a prestazioni cognitive meno efficienti.

Che cos’è il grasso viscerale?

Quando si parla di grasso corporeo, spesso si pensa al tessuto adiposo visibile sotto la pelle. Tuttavia esiste un altro tipo di grasso, meno evidente ma potenzialmente più problematico: il grasso viscerale.

Questo tessuto si accumula in profondità nell’addome, circondando organi vitali come fegato, pancreas e intestino. A differenza del grasso sottocutaneo, il grasso viscerale è metabolicamente molto attivo e produce sostanze infiammatorie che possono influenzare numerosi processi biologici.

Da tempo è associato a un maggior rischio di:

  • malattie cardiovascolari;
  • diabete di tipo 2;
  • sindrome metabolica;
  • infiammazione cronica.

Ora emergono anche possibili collegamenti con il funzionamento del cervello.

Lo studio su oltre 18.000 persone

Per approfondire la relazione tra grasso corporeo e salute cerebrale, i ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 18.000 partecipanti della banca dati britannica UK Biobank.

I soggetti, con un’età media di circa 62 anni, sono stati sottoposti a:

  • valutazioni dettagliate della composizione corporea;
  • esami di neuroimaging;
  • test cognitivi per memoria, attenzione, ragionamento e velocità di elaborazione.

L’obiettivo era capire se i diversi depositi di grasso avessero effetti differenti sul cervello.

Il cervello cambia in base alla distribuzione del grasso

I risultati hanno mostrato che le varie aree di accumulo adiposo sono associate a modificazioni specifiche del cervello.

Livelli più elevati di grasso nelle braccia e nel tronco sono stati collegati a un assottigliamento della corteccia sensomotoria, una regione coinvolta nell’elaborazione del movimento e delle sensazioni corporee.

Inoltre, una maggiore presenza di grasso nelle braccia è risultata associata a una riduzione del volume dell’ippocampo, una struttura fondamentale per la formazione dei ricordi e l’apprendimento.

Tutte le tipologie di grasso analizzate sembravano correlate a una riduzione del volume di alcune aree cerebrali profonde e a una minore efficienza delle connessioni neuronali.

Perché il grasso viscerale preoccupa di più

Tra tutte le forme di accumulo adiposo esaminate, il grasso viscerale è emerso come quello maggiormente associato a cambiamenti potenzialmente sfavorevoli.

I ricercatori hanno osservato un legame particolarmente forte con il deterioramento della sostanza bianca, la rete di fibre nervose che collega le diverse regioni del cervello e permette la trasmissione delle informazioni.

La sostanza bianca può essere paragonata a un sistema autostradale che collega tra loro le varie aree cerebrali. Quando questa rete perde efficienza, la comunicazione neuronale diventa meno fluida.

Nello studio, livelli elevati di grasso viscerale erano associati a:

  • minore densità delle fibre nervose;
  • maggiore accumulo di liquidi nei tessuti cerebrali;
  • alterazioni dell’organizzazione strutturale delle connessioni neurali.

Il grasso può accelerare l’invecchiamento del cervello?

Uno degli aspetti più interessanti della ricerca riguarda il concetto di età cerebrale.
Grazie a modelli computazionali avanzati, gli scienziati hanno stimato l’età biologica del cervello dei partecipanti confrontandola con la loro età anagrafica.

I risultati suggeriscono che un eccesso di grasso corporeo, soprattutto viscerale, potrebbe essere associato a un’accelerazione dell’invecchiamento delle reti neurali coinvolte nella memoria, nel movimento e nelle funzioni cognitive superiori.

In altre parole, il cervello potrebbe apparire biologicamente più “vecchio” rispetto all’età reale della persona.

Memoria e capacità cognitive sembrano risentirne

Lo studio ha inoltre evidenziato che il grasso viscerale mostrava la correlazione negativa più forte con le prestazioni cognitive.

Le persone con livelli più elevati di questo tipo di grasso tendevano a ottenere risultati

  • meno favorevoli nei test che valutavano:
  • memoria;
  • velocità di elaborazione delle informazioni;
  • capacità di ragionamento;
  • funzioni esecutive.

Ciò non significa che il grasso viscerale causi direttamente un declino cognitivo, ma suggerisce l’esistenza di un’associazione significativa che merita ulteriori approfondimenti.

Cosa non sappiamo ancora

Gli autori dello studio invitano alla prudenza nell’interpretazione dei risultati.
La ricerca ha fotografato i partecipanti in un singolo momento della loro vita e non può quindi stabilire un rapporto di causa-effetto. Non è possibile affermare con certezza che il grasso viscerale provochi i cambiamenti cerebrali osservati.

Potrebbero esistere altri fattori biologici che influenzano contemporaneamente sia la distribuzione del grasso sia la salute del cervello.

Saranno necessari studi longitudinali per comprendere meglio la direzione di questa relazione.

Una nuova prospettiva sulla salute del cervello

La ricerca conferma una tendenza sempre più evidente nella medicina moderna: la salute del cervello è strettamente collegata a quella del resto dell’organismo.

L’invecchiamento cerebrale non dipende soltanto da fattori genetici o neurologici, ma sembra essere influenzato anche dal metabolismo, dall’infiammazione e dalla distribuzione del grasso corporeo.

Per questo motivo, mantenere uno stile di vita attivo, seguire un’alimentazione equilibrata e ridurre l’accumulo di grasso viscerale potrebbe non essere importante solo per il cuore o per il metabolismo, ma anche per preservare nel tempo memoria, attenzione e capacità cognitive.

In futuro, la circonferenza della vita potrebbe raccontarci molto più di quanto immaginiamo sullo stato di salute del nostro cervello.

Foto di Isaac Fryxelius da Pixabay