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Elevato consumo di fruttosio e rischio di cancro al pancreas: cosa rivela lo studio

Annalisa TelliniPubblicato il 3 min di lettura
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fruttosio cancro pancreasv
Foto National Cancer Institute Unsplash

Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha cominciato a esplorare il ruolo dello zucchero alimentare — e in particolare del fruttosio — non solo nel rischio metabolico, ma anche come possibile fattore promotore di tumori. All’Università di Padova alcuni ricercatori hanno concentrato l’attenzione proprio su questo dolcificante diffuso, per valutare se un’elevata assunzione di fruttosio possa contribuire allo sviluppo del cancro al pancreas. Il risultato: nel modello studiato emergono alterazioni epigenetiche che potrebbero favorire l’oncogenesi.

Un modello sperimentale per capire meglio

Per rendere l’analisi il più realistica possibile, gli scienziati hanno impiegato topi geneticamente modificati con una mutazione nota (nel gene KRAS) che rende il pancreas più vulnerabile al cancro. A questi animali è stata somministrata una bevanda ricca di fruttosio, in modo libero (“ad libitum”), mentre un gruppo di controllo ha ricevuto solo acqua. Questo approccio ha permesso di osservare gli effetti di un consumo continuo e abbondante di fruttosio nel lungo periodo.

Alterazioni epigenetiche rilevate

Dalle analisi emerge che il fruttosio non agisce solo come “carburante” metabolico, ma induce cambiamenti a livello del DNA regolatorio: nei topi che hanno bevuto la soluzione zuccherata si è evidenziato un aumento dell’acetilazione a livello dell’istone H4, una proteina che partecipa a come il DNA è avvolto e “leggibile” dalle cellule. Questo tipo di modificazione epigenetica può alterare l’espressione genica delle cellule pancreatiche, potenzialmente favorendo processi tumorali.

Il ruolo dell’acetato e del metabolismo alterato

Un’altra parte della ricerca ha approfondito come il fruttosio venga metabolizzato nel corpo. In condizioni di eccesso, il fruttosio può essere trasformato in acetato — una molecola che, una volta prodotta, può entrare nelle cellule del pancreas e contribuire alla formazione di molecole chiave per la crescita tumorale. Il metabolismo alterato sembra quindi essere un meccanismo centrale nell’azione cancerogena del fruttosio, più sofisticato di una semplice fonte di energia.

Conseguenze per la proliferazione delle cellule tumorali

Nel corso degli esperimenti in vitro (cioè in colture cellulari) le cellule pancreatiche esposte a metaboliti derivati dal fruttosio hanno mostrato maggiore tendenza a proliferare. Questo suggerisce che il fruttosio possa stimolare direttamente la moltiplicazione delle cellule potenzialmente tumorali o precancerose, facilitando uno stato in cui il tessuto pancreatico è più incline a trasformazioni maligne.

Implicazioni per la prevenzione

I risultati dello studio padovano non vanno interpretati come un allarme definitivo — gli esperimenti sono ancora in fase preclinica — ma come un segnale che merita attenzione. Se confermato anche nell’uomo, un consumo elevato di fruttosio potrebbe diventare un importante fattore di prevenzione su cui intervenire, soprattutto considerata la diffusione dello sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio in molte bevande e alimenti processati.

Verso possibili strategie terapeutiche

Oltre alla prevenzione, la ricerca suggerisce possibili strade terapeutiche: modulare il metabolismo del fruttosio o intervenire sulle modificazioni epigenetiche potrebbe diventare una strategia per rallentare la crescita di tumori pancreatici o impedirne l’insorgenza. In altre parole, non solo bisogna guardare a quanto mangiamo, ma anche a come il nostro corpo elabora ciò che ingeriamo.

Attenzione e futuro della ricerca

Nonostante le scoperte promettenti, gli autori sottolineano che serve cautela: sono necessari studi su modelli umani, analisi cliniche e follow-up a lungo termine per verificare se gli effetti osservati nei topi si riproducono negli esseri umani. Nel frattempo, il messaggio per il grande pubblico è chiaro: moderare il consumo di zuccheri raffinati, in particolare quelli ricchi di fruttosio, può essere una scelta saggia non solo per la salute metabolica, ma anche potenzialmente per la prevenzione tumorale.

Foto di National Cancer Institute su Unsplash