Nel 2030 avremo una nuova durata per i secondi. Foto di FHD511 Ksa511 da Pixabay

La divisione del tempo in ore, minuti e secondi, è qualcosa che in realtà non esiste. Il tempo infatti, altro non è che la percezione e rappresentazione della modalità di successione degli eventi e del rapporto fra essi (per cui avvengono prima, dopo o durante altri eventi). Per nostra convenzione abbiamo creato un sistema preciso, e soprattutto comune, di misurare lo scorrere del tempo. Ma la complessità del concetto di tempo è da sempre oggetto di studi e riflessioni filosofiche e scientifiche.

 

Il tempo ed i secondi nella scienza

Da un punto di vista scientifico invece il tempo è una grandezza fisica fondamentale. L’unità di misura standard del Sistema Internazionale è il secondo. In base ad esso sono definite misure più ampie come il minuto, l’ora, il giorno, la settimana, il mese, l’anno, il lustro, il decennio, il secolo e il millennio. Il tempo può essere misurato, esattamente come le altre dimensioni fisiche. Gli strumenti per la misurazione del tempo sono chiamati orologi.

I secondi dunque, sono il nostro strumento di misura del tempo e il Sistema Internazionale di Unità di Misura (SI) ha stabilito che la durata di un secondo è esattamente l’intervallo di tempo in cui un atomo di cesio eccitato compie 9.192.631.770 oscillazioni.

Ma questa definizione della durata di secondo potrebbe presto subire dei cambiamenti. Secondo quanto appare infatti nella bozza che verrà presentata durante la prossima 27esima Conferenza generale sui pesi e le misure, che si terrà entro la fine dell’anno, entro il 2030 potremmo avere una nuova durata dei secondi.

 

La necessita di avere misure il più precise possibile

Molti ricercatori ritengono infatti che la vecchia definizione del 1967 non sia più al passo con i tempi e con le nuove tecnologie che ci permettono di realizzare orologi sempre più precisi. Per questo parte del mondo scientifico fa pressioni affinché la definizione venga aggiornata. Questo potrebbe dunque significare che tra qualche anno avremo una nuova definizione di secondo, più precisa e accurata, per il cui calcolo sarà utilizzato il risultato di orologi atomici ultra precisi.

Come spiega infatti la dott.ssa Liz Donley, capo del National Institute of Standards and Technology Time & Frequency Division, “come principio generale, le definizioni delle unità del Sistema Internazionale di Unità di Misura dovrebbero essere basate sui metodi di misurazione che portano all’incertezza più bassa per tutte le misurazioni secondarie di quantità basate su tali unità.” Questo significa che la definizione di secondo deve essere aggiornata utilizzando le moderne tecniche di frequenza ottica che “possono eseguire misurazioni di frequenza 100 volte più accurate rispetto alle misurazioni eseguite utilizzando il cesio come standard”.

La modifica della misura del secondo però non sarà immediata. Dalla sua definizione infatti, dipendono altre cinque misure e prima di formulare una nuova definizione, scienziati, ricercatori e rappresentanti delle organizzazioni di standardizzazione di tutto il mondo dovranno discuterne in modo approfondito. Per questo dunque i secondi continueranno ad avere la stessa durata almeno fino al 2030.

Foto di FHD511 Ksa511 da Pixabay