covid-19 smog
Foto di 💌🌸🌷Marion 🌷🌸💌 Wellmann da Pixabay

Uno studio recente di Stoccolma ha suggerito che lo smog potrebbe aumentare il rischio di contrarre il Covid-19 nei giovani. i ricercatori hanno analizzato un campione di oltre 4.000 giovani di età media di 26 anni, tra cui circa 400 persone sono risultati positivi al virus tra il 2020 e il 2021. Hanno inoltre misurato le polveri sottili intorno le abitazioni dei partecipanti prima e a ridosso del tampone positivo.

È emersa una chiara associazione tra aumento delle concentrazioni di particolato fine e positività al Covid: precisamente l’aumento delle polveri sottili si registra in media due giorni prima il tampone positivo. Lo studio si aggiunge a diversi studi che hanno dimostrato che nelle aree più inquinate il Covid-19 è maggiore. I risultati sono coerenti in quanto anche altre malattie respiratorie, come l’influenza, nelle aree inquinate c’è maggior possibilità.

 

Smog, potrebbe aumentare il rischio Covid-19

Lo studio ha stimato i costi sociali delle misure di controllo imposte dal governo rese necessarie dall’inquinamento atmosferico. Mentre i costi economici sono relativamente facili da misurare, i costi non economici sono più difficili da misurare e molto più difficili da quantificare. Ha sviluppato un modello che combina un modello di infezione con un modello di danno e valutazione. Ha concluso che: nel paese i costi sociali delle misure per contenere la pandemia hanno avuto un costo di 11 miliardi di euro e questi numeri potrebbero essere più elevati nei paesi con livelli maggiori di inquinamento atmosferico.

I vari lockdown per contenere la diffusione del Covid-19 hanno portato a un miglioramento temporaneo della qualità dell’aria. Nonostante ciò, l’Agenzia europea dell’ambiente, in un rapporto, ha affermato che l’inquinamento atmosferico provoca ancora 307.000 morti premature nella sola Europa. A seguito del lancio delle nuove linee guida globali dell’Organizzazione mondiale della sanità sulla qualità dell’aria, presentate a settembre, la Commissione europea ha iniziato a esaminare una revisione della direttiva dell’UE, risalente al 2008, sulla qualità dell’aria e presenterà la sua proposta nel terzo trimestre del 2022.

Tra le zone meno inquinate e quelle a maggiori concentrazione di particolato inquinante esiste una differenza di rischio di ammalarsi di Covid del 7%: potrebbe sembrare poco, ma dato che quasi tutti sulla Terra respirano aria di pessima qualità, fa un’enorme differenza in termini di salute pubblica. La relazione non sembra essere influenzata da altri fattori, che possono influire sul rischio di contrarre il Covid-19, come il fumo, essere in sovrappeso e asma. All’origine del collegamento potrebbero esserci diversi fattori: respirare aria inquinata predispone a malattie respiratorie che potrebbero rendere più suscettibili alla covid; inoltre, lo smog sembra ostacolare l’attività delle cellule del sistema immunitario che tengono alla larga i patogeni respiratori.

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