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All’inizio della pandemia di Covid-19 c’è stata molta attenzione sulla trasmissione del virus. Si è parlato spesso della differenza tra la possibilità di andare incontro al virus tramite particelle disperse in aria rispetto a particelle depositate sulle superfici. Un nuovo studio ha dimostrato come nel primo caso la possibilità sia mille volte il secondo il rischio.

Il risultato è arrivato in realtà tramite un’analisi abbastanza semplice. I ricercatori dell’Università del Michigan hanno preso dei campioni dell’aria e delle superfici proprio intorno al polo universitario. Di fatto il rischio di finire per inalare particelle in aria è molto più alto rispetto a prenderle dopo aver toccato qualcosa.

 

Covid-19: la differenza tra i rischi di contagio

Le parole di uno degli autori dello studio, Richard Neitzel: “In questo studio, abbiamo deciso di comprendere meglio le potenziali esposizioni al coronavirus SARS-CoV-2, il virus che causa il Covid-19, in diversi contesti universitari. Abbiamo anche utilizzato le informazioni sulle infezioni da Covid-19 del campus per stimare la probabilità di infezione associata alle nostre misurazioni ambientali. Il rischio complessivo di esposizione al virus era basso in tutte le località che abbiamo misurato. I nostri risultati suggeriscono che c’era un rischio molto più elevato di infezione per inalazione rispetto al contatto con superfici come maniglie delle porte, fontanelle, tastiere, scrivanie, lavandini e interruttori della luce.”

Il motivo dietro alla scelta di fare questo studio è anche quello dei comportamenti delle persone. Al momento c’è più una paura di entrare in contatto con il coronavirus attraverso le superfici e non tramite l’aria e per questo motivo vengono usate sempre di meno le mascherine.