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Ph. 1NewsNZ/Twitter

La terra ha tremato, le case sono state scosse. È arrivata un’onda anomala. Sembrava un bombardamento. Poi l’acqua si è insinuata ovunque. Questo raccontano gli abitanti di Nukuʻalofa, Paese insulare con 105.000 abitanti, in emergenza dopo l’esplosione del vulcano sottomarino Hunga Tonga-Hunga Ha’apai.

L’eruzione, durata più di otto minuti, è stata molto forte e ha colto alla sprovvista i tongani. Grida disperate di aiuto, acqua che ha falciato via tutto quel che incontrava sul suo cammino ed esplosioni assordanti: è ciò che alcuni tongani hanno sperimentato dopo l’eruzione e il successivo tsunami.

Siamo ancora sotto shock, a dire il vero. Prima abbiamo sentito l’esplosione e poi l’acqua era in casa nostra“, hanno raccontato alcuni. Dopo che tutto era finito, hanno sentito grida di aiuto e poi “abbiamo anche sentito delle persone cantare, e ci hanno sollevato un po’ il morale“.

Jese Tuisinu, giornalista televisivo per Fiji One, ha pubblicato un video su Twitter che mostra grandi onde che raggiungono la riva, con persone che cercano di fuggire nelle loro auto. “È letteralmente buio in alcune parti di Tonga e le persone si stanno precipitando in salvo dopo l’eruzione“, ha raccontato. E quella prima oscurità è stata segnalata da diversi utenti.

Faka’iloatonga Taumoefolau, che si presenta su Twitter come coordinatore del progetto per la costruzione dell’edificio del Parlamento di Tonga, ha caricato sul social network immagini sconvolgenti. “Piove di cenere e piccoli sassolini. L’oscurità copre il cielo“, ha scritto, accompagnando la foto del parabrezza di un’auto ricoperto di cenere.

L’angoscia è stata vissuta anche da coloro che non hanno potuto contattare i propri parenti. Il Paese è quasi completamente isolato. E diversi Paesi hanno emesso allarmi su possibili tsunami. Questo è stato il caso di Giappone, Samoa americane, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Canada e Cile. Finora non sono state segnalate vittime dall’eruzione e dal successivo tsunami nell’Oceano Pacifico.