435 milioni di anni fa, per le acque di quella che oggi è la Cina, viveva un terrificante e gigantesco scorpione di mare. Grande un cane si muoveva sugli antichi fondali utilizzando i suoi arti spinosi per catturare le ignare prede.

 

Uno scorpione marino gigantesco nei mari della Cina

l’Accademia cinese delle scienze ha identificato i resti fossili di questo scorpione di mare come appartenenti ad una nuova specie, a cui è stato dato il nome di Terropterus xiushanensis, i cui resti fossili sono stati trovati vicino a Chongqing e Wuhan. Secondo i ricercatori questa scoperta mostra che questi animali erano molto più diffusi di quanto si pensasse e potrebbero far pensare ad una storia evolutiva più complessa di quanto si supponesse.

Il Terropterus xiushanensis appartiene ai mixopteridi, un gruppo di euripteridi caratterizzati dalla estrema specializzazione dei loro arti anteriori. I ricercatori ritengono che queste appendici siano state modificate per aiutare ad arrestare la preda.

Ciascuno degli esemplari fossili presentava grandi zampe spinose, e probabilmente un segmento di coda velenoso, per intrappolare e colpire la loro preda. I ricercatori affermano che “è probabile che il Terropterus abbia svolto un ruolo importante di principale predatore nell’ecosistema marino durante l’inizio del Siluriano, quando non c’erano grandi concorrenti vertebrati nella Cina meridionale”.

Questa nuova specie va dunque ad aggiungersi alla nostra conoscenza della gamma e della diversità di queste creature, basata solo su alcuni reperti fossili, appartenenti a quattro specie, trovate 80 anni fa.

I ricercatori affermano che “le lunghezze totali dei nuovi esemplari di Xiushan [vicino a Chongqing] e Wuhan siano state rispettivamente di circa 40 e 100 centimetri. Tuttavia, l’adulto potrebbe essere stato più grande, se questi esemplari sono giovani.”

Esemplari e disegno di ricostruzione di Terropterus xiushanensis gen. et sp. nov. (a) Appendici II-VI, olotipo, NIGP 174785. (b) Disegno di ricostruzione di Terropterus xiushanensis , viste dorsale e ventrale. (c) Primo piano dell’appendice V. (d) Giunto 5 o 6 dell’appendice III, paratipo, NIGP 174786. (e) Giunto 5 o 6 dell’appendice III, paratipo, NIGP 174787. (f) Coxae, paratipo, NIGP 174788. (g) Opercolo genitale e appendice genitale, paratipo, NIGP 174789. Barre della scala = 5 mm per (a), (d), (f), (g); 2 mm per (e); 1 mm per (c).

 

Riscrivere la storia di questi antichi animali

Questo scorpione marino rappresenta il più antico mixopteride euripteride trovato fino ad oggi. È anche il primo mixopteride del Gondwana, un supercontinente che in seguito divenne parte del supercontinente più grande Pangea.

Precedenti esemplari di mixopteridi sono stati tutti scoperti dalla Laurussia, una massa continentale separata che divenne parte della Pangea circa 335 milioni di anni fa. Nello specifico, i reperti provenivano da Estonia, New York, Norvegia e Scozia.

L’esame delle parti del corpo ben conservate di questi scorpioni marini, in particolare le sue appendici, ha anche suggerito che la storia evolutiva dei mixopteridi potrebbe essere più complessa di quanto si fosse ipotizzato in precedenza. Il team ha infatti scoperto che Terropterus condivide un misto di caratteristiche delle appendici con due specie precedentemente identificate: Lanarkopterus e Mixopterus.

Inoltre, la loro analisi indica che caratteristiche un tempo ritenute ancestrali per il gruppo, come la presenza di un’articolazione estremamente piccola nella terza appendice, potrebbero in realtà essersi evolute indipendentemente nelle diverse specie.

Ph. Credit: Han Wang, Jason Dunlop, Zhikun Gai, Xiaojie Lei, Edmund A.J arzembowsk, Bo Wang via Science Bulletin