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Un team di ricercatori ha trasformato in musica il genoma del nuovo coronavirus ed è rimasto sorpreso dalla piacevole melodia che ha generato. Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista scientifica BMC Bioinformatics rivela come la musica possa essere utilizzata per rivelare le proprietà funzionali del genoma del coronavirus.

Questo progetto segue il lavoro precedente che ha generato un audio da sequenze di DNA umano. Questa volta, l’investigatore Mark Temple ha voluto applicare queste tecniche al virus che sta investendo il mondo.

 

Una melodia inaspettata

I geni del coronavirus sono come i capitoli dei libri di biologico: contengono tutte le parole che descrivono il virus e come può funzionare. Queste “parole” sono costituite da catene di lettere chimiche che gli scienziati chiamano G, A, U e C.

Questo “libro” virale è lungo più di 30.000 caratteri. Alcuni di questi caratteri si uniscono per formare quello che gli scienziati chiamano un codone, che è una sequenza di RNA che corrisponde a uno specifico amminoacido. Ma, per rimanere fedeli all’analogia, diciamo solo che si uniscono per formare “parole”.

I ricercatori hanno assegnato delle note a queste parole per generare l’audio. Eh hanno sviluppato uno strumento online per ascoltare il suono del coronavirus facendo due cose che fanno la maggior parte dei genomi: la prima si chiama “traduzione”, ovvero dove il virus produce nuove proteine. Il secondo è chiamato “trascrizione”, dove il genoma del virus si copia.

Ci sono molte cose che possono essere ascoltate: l’inizio e la fine dei geni, le regioni tra i geni e le parti del genoma che controllano il modo in cui i geni vengono espressi.

 

Relazioni tra struttura e funzione

A cosa serve tutto questo? Come strumento di indagine, l’audio aiuta a integrare alcuni dei molti display visivi esistenti per rappresentare le informazioni genomiche. In altre parole, aiuta gli scienziati a capire ancora di più sul virus e il modo in cui funziona.

Recentemente, il compositore e ricercatore brasiliano Eduardo Miranda, dell’Università di Plymouth, ha utilizzato i dati della sequenza del DNA per la composizione musicale e per comprendere meglio la biologia sintetica. Il ricercatore del MIT Markus Buehler ha lavorato con rappresentazioni musicali di proteine ​​per indagare su nuove strutture proteiche.

Sorprendentemente, ascoltando il genoma del nuovo coronavirus siamo rimasti sorpresi da quanto suona musicale.

Image by Suresh Babu Guddanti from Pixabay