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Un team di ricercatori europei si sta immergendo nella preistoria grazie ai loro studi sul coronavirus. Secondo due ricercatori, Svante Paabo e Hugo Zeberg, che hanno pubblicato i loro risultati sulla rivista scientifica Nature il 30 settembre scorso, la parte di DNA di Neanderthal presente in noi potrebbe spiegare le forme gravi del perchè veniamo contagiati dal Covid-19.

 

Una mutazione presente nel 16% degli europei

Questo studio indica che anche la genetica ha un ruolo nello sviluppo del virus tra coloro che sono asintomatici e coloro che sono gravemente colpiti. Oltre all’età, al sesso, alla storia medica di ognuno di noi, la parte del DNA ereditata dai Neanderthal spiegano le complicazioni secondo la loro ricerca. La codifica genetica dei Neanderthal rende loro tre volte più probabilità di aver bisogno di ventilazione meccanica.

Secondo i risultati dell’organizzazione “Covid-19 Host Genetics Initiative” una mutazione in una regione del cromosoma 3 è associata alle forme più gravi di malattia da coronavirus. Questa regione è già nota agli scienziati per ospitare il codice genetico proveniente dai Neanderthal. Non tutti ospitano però questo segmento alterato nel loro DNA. Secondo lo studio, nel 16% degli europei è presente e circa la metà della popolazione dell’Asia meridionale, soprattutto in Bangladesh.