miopia

Il processo di selezione naturale tra gli esseri umani ha contribuito all’aumento della percentuale di persone affette da miopia, suggerisce una nuova indagine dell’Università del Michigan, negli Stati Uniti. Questa patologia, che si è manifestata negli ultimi decenni, è un errore di rifrazione del bulbo oculare, che fa sì che l’interessato abbia difficoltà a vedere da lontano.

Secondo la nuova ricerca, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sulla rivista scientifica National Science Review, la selezione naturale potrebbe addirittura condurci verso una “epidemia” di questa patologia: secondo gli scienziati, il 49,8% della popolazione mondiale il pianeta soffrirà di miopia entro il 2050.

La condizione è associata a fattori ambientali e al sovraccarico degli occhi della vista dovuto, ad esempio, alla distanza di lettura inadeguata o al tempo eccessivo davanti agli schermi.

Gli scienziati, tuttavia, sostengono che questa patologia possa essere associata a 12 alleli – varianti genetiche che influenzano un particolare tratto umano – che sembrano promuovere la miopia e il successo riproduttivo nella nostra specie.

 

Lo studio

Per arrivare a questa conclusione, gli scienziati hanno analizzato le informazioni genetiche di 63.185 volontari di età compresa tra i 40 e i 69 anni che hanno partecipato allo studio della British UK Biobank.

Il team ha scoperto che le varianti dei geni associati alla miopia sono presenti nelle persone che tendono ad avere più figli e in età più giovane, favorendo così inavvertitamente la diffusione del difetto visivo alle generazioni future.

Jianzhi Zhang, autore principale dello studio, ha spiegato: “Abbiamo scoperto che il rapido aumento della prevalenza della miopia è in parte dovuto alla selezione naturale delle mutazioni associate alla miopia“. Il fenomeno “non si verifica perché la miopia era benefica, ma perché queste mutazioni sono anche associate a vantaggi riproduttivi che non sono associati alla miopia“.