Rockefeller center albero

Natale è la nuova parola tabù! L’editoriale del New York Post pubblicato il 21 dicembre parla di quanto sta succedendo negli Stati Uniti: sembra che tutti vogliano evitare quella parola con la ‘n’, come se si trattasse di un brutta parola.

Negli Stati Uniti, tutto preannuncia il Natale: luminarie accese, piste di pattinaggio, negozi presi d’assalto per la ricerca dei regali, ma nessuno osi pronunciare quella parola. Perché Natale è il nuovo tabù oltreoceano. Ma solo la parola, perché il concetto può essere tranquillamente con ricette, addobbi e abbigliamento: è il momento di tirare fuori i maglioni a tema, anche se nessuno sarà all’altezza di Colin Firth in Bridget Jones.

christmas jumper colin firth

 

Non dire/scrivere la parola con ‘n’

Come spiega Steve Cuozzo del New York Post, alla ricerca di una ricetta natalizia su siti di quotidiani, nessuna delle pietanze proposte riportava la parola “Christmas” nel titolo. O ancora: “Mercoledì scorso ho letto attentamente tutte le pubblicità per lo shopping delle feste sulle edizioni cartacee del New York Post, il New York Times, il Daily News e il Wall Street Journal. In centinaia di pagine di giornale, sette giorni prima del maggiore catalizzatore di shopping di tutto l’anno, c’era soltanto una misera citazione della parola ‘Natale.’

Infatti, si parla di “shopping delle feste” ma non si dice quale festa sia. Per fare un esempio, è come se i giorni tra il Black Friday e il Cyber Monday diventassero “Il lungo weekend di grandi sconti”. Nessuna persona sana di mente negli Stati Uniti cancellerebbe la Messa di mezzanotte della Cattedrale di San Patrizio dalle programmazioni radio; dicasi altrettanto per il Canto di Natale” di Charles Dickens. Osserva, infatti, Cuozzo: “Alle feste di Natale a New York, evitare la parola con la ‘n’ è diventato una scelta voluta. L’educata avversione è comparsa persino tra le famiglie allargate. Gli invitati si studiano a vicenda prima di decider se augurare un ‘Buon Natale’ o un semplice ‘Buone feste’ anche se nella stanza ci sono degli angioletti dorati appesi ad un albero”.

sheldon tbbt

Ci si chiede allora il motivo di questa nuova paura tutta stelle e strisce, nel Paese multiculturale per eccellenza. Sulla scia di questo tabù, allora non dovrebbero mandare più in radio i famosissimi brani di Mariah Carey o George Michael, per non parlare delle reinterpretazioni dei classici di Michael Bublé, visto che la festa che non deve essere nominata è già nei titoli. Ma, per fortuna, non si farebbe mai una cosa del genere. Oppure, non dovrebbero più allestire l’abete più famoso e bello d’America, quello di Rockefeller Center: ma piace a tutti, perciò l’albero di Natale è salvo e si può chiamare col suo nome, con buona pace di Sheldon Cooper di The Big Bang Theory.