Salta al contenuto
News

Guarire dopo la violenza domestica: un nuovo studio rivela cosa può aiutare davvero

Federica VitalePubblicato il 4 min di lettura
Condividi
guarire violenza domestica
Immagine di rawpixel.com su Magnific

Allontanarsi da una relazione violenta può rappresentare l’inizio della sicurezza, ma non necessariamente la fine delle conseguenze psicologiche. Violenza domestica e violenza del partner possono lasciare effetti che continuano a manifestarsi attraverso paura, ansia, depressione, stress post-traumatico, difficoltà relazionali e perdita di fiducia in sé. Per questo un gruppo della Deakin University, in Australia, ha cercato di capire quali interventi possano sostenere non soltanto la sopravvivenza alla violenza, ma un processo più ampio di recupero. La revisione sistematica suggerisce che concentrarsi esclusivamente sui sintomi psicologici rischia di trascurare parti importanti della guarigione.

Gli scienziati hanno esaminato migliaia di pubblicazioni

La revisione ha analizzato sette database scientifici, identificando inizialmente 12.519 record. Dopo la selezione, soltanto 15 studi rispettavano tutti i criteri stabiliti dai ricercatori. I lavori riguardavano donne adulte con esperienze di violenza domestica, familiare o sessuale e valutavano programmi costituiti da più componenti. Gli interventi non miravano quindi soltanto alla diminuzione di depressione, ansia o stress post-traumatico, ma anche a dimensioni come crescita personale, capacità di ricostruire relazioni, senso di controllo sulla propria vita e connessione sociale. È proprio questa visione multidimensionale a distinguere il nuovo lavoro da approcci più strettamente clinici.

Psicoterapia e corpo sembrano lavorare bene insieme

Tra gli interventi più promettenti emergono quelli integrativi, nei quali il counselling o altre forme di sostegno psicologico vengono affiancati da attività orientate al corpo. La revisione ha trovato miglioramenti nella salute mentale, negli indicatori di crescita e nelle relazioni sociali in diversi programmi di questo tipo. Non è un dettaglio secondario: l’esperienza traumatica può essere accompagnata anche da alterazioni della percezione corporea, tensione, ipervigilanza e difficoltà nel sentirsi nuovamente al sicuro. Tecniche basate sul movimento, rilassamento o consapevolezza corporea vengono quindi studiate come possibili complementi agli interventi psicologici, non come loro sostituti.

Anche il gruppo può diventare parte della cura

Un altro elemento ricorrente è la connessione con altre persone che hanno vissuto esperienze simili. Gli interventi di gruppo e il supporto tra pari possono contrastare isolamento e vergogna e offrire uno spazio nel quale la propria esperienza viene riconosciuta. La revisione identifica proprio la connessione sociale come una delle componenti importanti del recupero. Ma gli autori sottolineano anche che il gruppo non è necessariamente adatto a tutti e in ogni momento: la sua utilità può cambiare in base alla fase del percorso individuale, al senso di sicurezza e al contesto della persona.

Recuperare significa anche riprendere il controllo della propria vita

La violenza domestica spesso non consiste soltanto nelle aggressioni fisiche. Può includere controllo coercitivo, abuso psicologico, sessuale, economico e tecnologico, riducendo progressivamente autonomia e capacità decisionale. Per questo gli interventi orientati all’empowerment cercano di restituire alla persona possibilità di scelta e controllo. Un piccolo trial randomizzato pubblicato nel 2026 su 28 donne sopravvissute a violenza del partner ha trovato che un programma psicosociale strutturato migliorava significativamente l’empowerment psicologico rispetto al gruppo di controllo, con effetti ancora osservabili dopo 50 giorni. Il campione ridotto impone cautela, ma il risultato va nella stessa direzione della revisione.

Guarire non significa soltanto avere meno sintomi

Un altro studio australiano del 2026 ha intervistato dieci persone che avevano seguito s-CAPE, un programma clinico olistico informato sul trauma e sulla violenza. Le partecipanti descrivevano benefici in diverse dimensioni della salute mentale e fisica e sottolineavano l’importanza di un’assistenza capace di adattarsi alla loro esperienza. È un cambiamento di prospettiva importante: misurare soltanto depressione o PTSD può non raccontare interamente il recupero. Tornare a fidarsi, costruire relazioni, sentirsi autonomi, recuperare identità e progettare il futuro possono essere risultati altrettanto significativi.

Non esiste però una terapia valida per chiunque

La nuova revisione non individua una ricetta universale per guarire dalla violenza. I 15 studi utilizzavano programmi, durate, popolazioni e misure degli esiti differenti, rendendo difficile stabilire quale combinazione sia migliore in assoluto. Una precedente meta-analisi sugli interventi psicosociali aveva trovato riduzioni statisticamente significative di depressione e PTSD, ma gli effetti complessivi erano modesti e non risultavano mantenuti chiaramente nel lungo periodo; la qualità delle evidenze era inoltre giudicata bassa. Gli interventi più intensivi e quelli che combinavano sostegno psicologico e advocacy apparivano comunque tra i sottogruppi più favorevoli.

La guarigione è un processo, non il ritorno a una versione precedente di sé

Il messaggio che emerge dalla ricerca è quindi più complesso del semplice “superare il trauma”. Riprendersi dalla violenza domestica può richiedere interventi su più livelli: sicurezza, salute mentale, corpo, autonomia, relazioni e appartenenza sociale. Una ricerca italiana pubblicata nel settembre 2026, basata su interviste a 18 donne seguite da sei servizi antiviolenza del Sud Italia, descrive inoltre il recupero come un processo non lineare, nel quale resilienza ed empowerment cambiano in funzione delle risorse personali, delle reti familiari e della flessibilità dei servizi. La ricerca sta quindi spostando l’attenzione dalla domanda “come eliminare i sintomi?” a una più ampia: come aiutare una persona a ricostruire sicurezza, autonomia, relazioni e possibilità di scegliere nuovamente la direzione della propria vita?

Immagine di rawpixel.com su Magnific