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Grasso viscerale: l’effetto sul testosterone

Giacomo AmpolliniPubblicato il Aggiornato il 2 min di lettura
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Foto Siora Photography Unsplash

L’invecchiamento potrebbe incidere sui livelli di testosterone maschile meno di quanto si pensi anche se è noto che dopo i 35 anni i livelli circolanti dell’ormone tendano generalmente a diminuire. Una nuova analisi pubblicata suggerisce invece che un fattore più rilevante sia la distribuzione del grasso corporeo, in particolare il viscerale. Analizzando i dati sanitari di quasi 5.000 uomini statunitensi tra 20 e 59 anni, i ricercatori hanno trovato una forte associazione tra questi accumuli e livelli più bassi di testosterone, superiore a quella osservata con l’età all’interno di questa fascia.

I risultati sono coerenti con gli studi precedenti. Una ricerca del 2007 su 1.667 uomini aveva rilevato che un aumento di 4-5 punti di BMI era associato a una riduzione del testosterone paragonabile, in termini statistici, a circa dieci anni di invecchiamento. Uno studio del 2013 aveva inoltre concluso che il declino del testosterone attribuito all’età non fosse necessariamente inevitabile, ma fosse collegato soprattutto a fattori come fumo, obesità e depressione. Tuttavia, il BMI non è una metrica in grado di fare distinzione tra grasso viscerale e altri tipi.

 

Il collegamento tra grasso viscerale e l’ormone maschile

Il motivo del legame tra grasso viscerale e testosterone non è ancora completamente chiarito. Una possibilità è che il grasso addominale profondo favorisca il fenomeno dell’insulino-resistenza, interferendo con i processi attraverso cui le cellule dei testicoli producono testosterone a partire dal colesterolo. Oltre a questo, può attivare processi infiammatori capaci di alterare la segnalazione ormonale e favorire la conversione del testosterone in estradiolo. Secondo gli autori, quindi, valutare esclusivamente età, peso e BMI potrebbe fornire un quadro incompleto essendo la distribuzione del grasso un indicatore metabolico più preciso del rischio di testosterone basso.

Questa interpretazione potrebbe avere conseguenze anche sul trattamento. Gli autori suggeriscono che interventi capaci di ridurre il grasso viscerale potrebbero intervenire su una delle cause metaboliche associate al testosterone basso andando a evitare trattamenti ormonali inutili. Prima di iniziare una terapia ormonale, secondo i ricercatori, sarebbe quindi opportuno valutare anche le condizioni metaboliche reversibili e la distribuzione del tessuto adiposo.