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Otherverts: scoperto un nuovo tipo di personalità indipendente

Federica VitalePubblicato il 3 min di lettura
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Otherverts personalità indipendente
Foto di Victoria da Pixabay

Per decenni la psicologia ha descritto le persone attraverso due grandi etichette: introversi ed estroversi. Ma la realtà, come spesso accade, si rivela più complessa. Lo psichiatra Rami Kaminski ha proposto un nuovo concetto di personalità, gli Otherverts, che sfugge a entrambe le categorie tradizionali.

Il termine, presentato sulle pagine di New Scientist, descrive chi non sente il bisogno di aderire a un gruppo, né di ricavare senso o appartenenza dall’identificazione collettiva. Una condizione rara, spesso interpretata come isolamento o disturbo, ma che secondo Kaminski rappresenta invece un tratto naturale e sottovalutato.

Un ricordo da scout che ha cambiato tutto

L’idea nasce da un episodio personale. Kaminski ricorda la sua esperienza da giovane scout: mentre i compagni recitavano con trasporto la promessa solenne, lui non provava alcun senso di appartenenza o legame. Erano solo parole.

Col tempo, lo psichiatra ha riconosciuto che questa sensazione non era un’anomalia individuale, ma il segnale di una diversa forma di personalità. Un modo di vivere che non dipende dall’assorbire valori e identità da un gruppo sociale, ma dal costruire il proprio percorso interiore.

Nasciamo tutti Otherverts

Secondo Kaminski, l’essere Othervert è lo stato originario: tutti i bambini nascono così, privi di identità di gruppo. Solo con il tempo, e attraverso il condizionamento culturale, impariamo a definirci come parte di una comunità, un club, una religione, un partito.

Chi mantiene questo tratto in età adulta, però, si distingue perché non sente il bisogno di “fondersi” con una collettività. Questo comporta rischi – come l’esclusione sociale – ma anche vantaggi significativi, tra cui originalità, libertà di pensiero e indipendenza emotiva.

Creatività senza confini e indipendenza emotiva

Essere fuori dal gruppo significa non sottostare alle sue regole implicite, né lasciarsi influenzare dal pensiero dominante. Per Kaminski, gli Otherverts sono persone che pensano in modo unico, capaci di creare idee nuove perché non limitate dalle aspettative collettive.

Un altro tratto distintivo è l’autonomia emotiva: non hanno paura del rifiuto, non cercano conferme esterne e non dipendono dagli altri per sentirsi validi. Non hanno la necessità di convincere nessuno del proprio valore, perché la loro identità non è legata a dinamiche di gruppo.

Un tratto da rivalutare nella società contemporanea

In un mondo che esalta continuamente il concetto di “community”, gli Otherverts rappresentano una voce fuori dal coro. La loro esistenza solleva una domanda cruciale: quanto siamo davvero liberi di pensare con la nostra testa?

Per Kaminski, riconoscere questa categoria significa ampliare la comprensione della personalità umana. Non si tratta di etichettare le persone, ma di valorizzare la diversità dei modi in cui ciascuno di noi costruisce la propria identità, con o senza il bisogno di appartenere a un gruppo.

Foto di Victoria da Pixabay