Un nuovo studio condotto all’Università di Ryukyus in Giappone ha dimostrato che anche i polpi, creature note per la loro intelligenza e plasticità neurale, possono essere ingannati dall’illusione della mano di gomma, un fenomeno già osservato nell’essere umano e in alcuni mammiferi. Questa scoperta apre una nuova finestra sulla percezione corporea e sulle capacità cognitive di animali così lontani evolutivamente da noi.
Cos’è l’illusione della mano di gomma?
Questa illusione, conosciuta dagli anni ’90, consiste nel far credere a una persona che una mano finta sia parte del suo corpo. Nascondendo la mano reale e stimolando simultaneamente quella finta e quella vera, il cervello finisce per “adottare” la mano di gomma come propria. Studi precedenti avevano già documentato questa illusione in altri mammiferi, come i ratti.
I polpi e il senso di corpo
Sumire Kawashima e Yuzuru Ikeda hanno messo alla prova sei polpi della specie Callistoctopus aspilosomatis, inserendo un braccio finto di gel morbido sopra uno dei loro veri tentacoli, in modo che non potessero vederlo direttamente. Stimolando con un calibro di plastica contemporaneamente i due arti, dopo pochi secondi i polpi mostravano risposte difensive — cambi di colore, ritrarsi o fuga — anche quando veniva pizzicato il braccio finto.
Cosa significa questa scoperta?
Il fatto che i polpi reagiscano come se il braccio finto fosse parte del loro corpo dimostra che possiedono un senso di appartenenza corporea molto simile a quello umano. Come spiega Ikeda, questa capacità implica un’anticipazione e una previsione dei propri movimenti, vantaggiosa per la sopravvivenza. Tuttavia, è anche il risultato di un conflitto di elaborazione cerebrale, un “difetto” che genera l’illusione.
Implicazioni per la scienza
Kawashima sottolinea come questo studio renda il polpo un modello prezioso per comprendere l’evoluzione del senso di corpo e la percezione di sé. Essendo creature molto diverse dagli esseri umani, ma capaci di tali illusioni, i polpi offrono una prospettiva unica sul funzionamento cognitivo e sensoriale.
In definitiva, questa ricerca ci ricorda quanto siano più simili di quanto pensassimo le menti di specie lontane: polpi e umani possono “cadere” insieme nell’inganno della mano di gomma, aprendo nuove strade allo studio del cervello e della coscienza.
Foto di Diane Picchiottino su Unsplash
