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Formichiere: una destinazione evolutiva preferita dei mammiferi

Giacomo AmpolliniPubblicato il 2 min di lettura
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Foto Nareeta Martin Unsplash

C’è una teoria che vede i granchi come ultimo stadio evolutivo di moltissime specie. Non importa da dove si parta, poi si finisce tutti per diventare dei granchi. Un nuovo studio ha scoperto un aspetto curioso dell’evoluzione che forse si può mettere come un passo leggermente prima del precedente studio, ovvero che molti mammiferi finiscono per diventare formichieri.

Da quando sono spariti i dinosauri, 66 milioni di anni fa, 12 specie diverse di mammiferi sono diventati una specie di formichieri. Ok, forse non è un numero così alto, ma è particolare che sia successo una dozzina di volte. La parte più interessante di questo processo evolutivo è che nonostante il risultato finale sia una dieta che predilige il nutrirsi di formiche, non ci siano stati degli schemi uguali negli animali interessati.

 

Diventare formichieri

Questo genere di processi evolutivi non sono una novità, ma è un fenomeno noto come evoluzione convergente, che riguarda appunto anche la storia dei granchi. L’idea di base è che specie di animali diverse arrivano a sviluppare caratteristiche simili solo perché hanno dovuto trovare una soluzione a problemi simili. In questo caso si può parlare di necessità di trovare cibo e la forte presenza di colonie di formiche nell’ecosistema di riferimento. Il risultato è che la terra ha ottenuto specie come i formichieri, i pangolini, l’echidne, i numbat e gli oritteropi.

Le parole dei ricercatori: “Ci sono alcuni aspetti evidenti: il loro cranio e la loro lingua tendono ad allungarsi, i loro denti spesso si riducono e di solito hanno artigli/arti anteriori robusti per penetrare nei nidi degli insetti. Ci sono anche aspetti meno evidenti, come la bassa temperatura corporea/il metabolismo lento e gli adattamenti enzimatici per la digestione della chitina, entrambi adattamenti per sopravvivere con cibo abbondante ma a basso contenuto energetico.”