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Caffè: come rallentare l’invecchiamento cellulare

Giacomo AmpolliniPubblicato il 2 min di lettura
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Nell’ormai eterna discussione sul fatto se il caffè faccia male o meno, un nuovo studio ne ha sottolineato le potenzialità nel ridurre l’invecchiamento cellulare. Ovviamente si fa sempre riferito alla caffeina come composto presente nella bevanda. Lo studio ha visto come dosi di questa sostanza siano in grado di influenzare la durata della vita delle cellule del nostro organismo, ma non solo, sembra fornire loro una maggiore resistenza ai danni.

Questo studio si basa su precedenti ricerche sul caffè che vedevano il composto interagire con un interruttore biologico noto come bersaglio della rapamicina. In realtà, non si limita a interagirci, ma piuttosto ne prende il controllo sfruttando la via dell’AMPK andando a regolare in modo diverso la crescita cellulare a la riposta rispetto alle fonti di energia, il cibo. Inoltre, come detto sopra, regola funzioni in fatto di mantenimento di eventuali danni.

 

L’effetto del caffè sulle nostre cellule

Le parole dei ricercatori: “Quando le cellule hanno poca energia, l’AMPK entra in azione per aiutarle a reagire, e i nostri risultati dimostrano che la caffeina contribuisce ad attivare questo interruttore. Il targeting farmacologico diretto dell’AMPK potrebbe apportare benefici alla salute e alla durata della vita anche oltre i lieviti, data la natura altamente conservata di questo importante sensore regolatore dell’energia cellulare.”

Il risultato di questa interazione è avere cellule in genere più sane in modi già visti in farmaci come quello contro il diabete, metformina. Ovviamente il caffè non può essere considerato un elisir di lunga vita, ma si può individuare in una tazzina saltuaria un possibile giovamento per la salute.