Salta al contenuto
News

Avocado 2.0: scoperto il gene che controlla il “cambio di sesso” dei fiori

Federica VitalePubblicato il Aggiornato il 4 min di lettura
Condividi
avocado
Foto di Aurea Santos da Pixabay
avocado
Foto di Aurea Santos da Pixabay

L’avocado è uno dei frutti più apprezzati degli ultimi anni, protagonista di ricette, brunch e alimentazioni salutari in tutto il mondo. Dietro questo successo, però, si nasconde un curioso segreto botanico che per oltre un secolo ha incuriosito gli scienziati: i suoi fiori cambiano funzione sessuale nel corso della giornata.

Oggi quel mistero sembra finalmente risolto. Un gruppo di ricercatori dell’Università della California, Davis, ha identificato il gene responsabile di questo particolare comportamento riproduttivo, una scoperta che potrebbe rivoluzionare la coltivazione dell’avocado e accelerare lo sviluppo di varietà più produttive e resistenti ai cambiamenti climatici.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) e rappresenta un importante passo avanti nella genetica delle piante.

Come “cambiano sesso” i fiori dell’avocado

L’espressione può sembrare curiosa, ma descrive un fenomeno reale.

Ogni fiore di avocado possiede sia gli organi femminili sia quelli maschili, ma non funzionano contemporaneamente.

Durante una parte della giornata il fiore si comporta come femminile, pronto a ricevere il polline. Successivamente si richiude e, dopo alcune ore, si riapre svolgendo invece la funzione maschile, liberando il proprio polline.

Questo meccanismo prende il nome di dicogamia sincronizzata ed è una raffinata strategia evolutiva che riduce l’autoimpollinazione e favorisce lo scambio genetico tra piante diverse.

Due gruppi di avocado, due orologi biologici

Non tutte le varietà seguono lo stesso ritmo.

Gli avocado vengono infatti suddivisi in due grandi gruppi.

Le varietà di tipo A, come la celebre Hass, aprono i fiori in fase femminile al mattino e in fase maschile nel pomeriggio del giorno successivo.

Le varietà di tipo B, come la Bacon, seguono invece uno schema opposto, invertendo i momenti di apertura.

Questa sincronizzazione aumenta le probabilità che il polline venga trasferito tra piante appartenenti ai due gruppi, migliorando l’impollinazione e la produzione dei frutti.

Il limite che rallentava la ricerca

Fino a oggi esisteva però un problema importante.

Per capire se una giovane pianta appartenesse al gruppo A o al gruppo B era necessario attendere la fioritura, che negli avocado può richiedere anche 10-15 anni.

Questo rappresentava un enorme ostacolo per i programmi di miglioramento genetico.

I ricercatori e i coltivatori erano costretti ad aspettare molti anni prima di sapere quali esemplari avessero le caratteristiche desiderate.

La scoperta del gene cambia tutto

Il nuovo studio ha identificato il gene che controlla il ciclo riproduttivo dell’avocado.

Per arrivare a questo risultato, gli scienziati hanno raccolto campioni di foglie appartenenti a diverse varietà, ne hanno sequenziato il DNA e successivamente hanno analizzato l’attività dei geni nei fiori durante le diverse fasi della giornata.

L’analisi dell’RNA ha mostrato che l’espressione del gene cambia precisamente quando il fiore passa dalla fase femminile a quella maschile.

Questa scoperta permetterà di identificare il comportamento riproduttivo della pianta molto prima della fioritura, accorciando notevolmente i tempi necessari per selezionare nuove varietà.

Avocado più resistenti ai cambiamenti climatici

Secondo gli autori della ricerca, il vantaggio principale riguarda il miglioramento genetico.

Conoscere fin dalle prime fasi di crescita il tipo di una pianta consentirà di selezionare più rapidamente gli esemplari migliori.

Questo significa poter sviluppare in tempi più brevi avocado:

  • più resistenti alle malattie;
  • più adatti ai cambiamenti climatici;
  • più produttivi;
  • capaci di affrontare meglio siccità e temperature elevate.

Ridurre di diversi anni i programmi di selezione potrebbe rappresentare un vantaggio importante per un settore agricolo sempre più chiamato ad adattarsi alle nuove condizioni ambientali.

Una storia iniziata oltre 42 milioni di anni fa

Lo studio ha rivelato anche un dettaglio affascinante dal punto di vista evolutivo.

Secondo i ricercatori, il meccanismo genetico responsabile dell’alternanza tra fase femminile e maschile sarebbe comparso oltre 42 milioni di anni fa.

Si tratta quindi di una strategia estremamente antica, conservata nel corso dell’evoluzione perché particolarmente efficace nel favorire la diversità genetica.

Gli studiosi ritengono inoltre che numerose specie vegetali imparentate con l’avocado possano condividere lo stesso sistema, aprendo nuove prospettive di ricerca anche in altre colture.

Una scoperta che va oltre l’avocado

Sebbene il protagonista della ricerca sia uno dei frutti più consumati al mondo, il significato dello studio è molto più ampio.

Comprendere i meccanismi genetici che regolano la riproduzione delle piante permette infatti di migliorare le colture senza modificare il loro funzionamento naturale, ma imparando a selezionare più rapidamente le caratteristiche desiderate.

In un contesto in cui agricoltura e cambiamenti climatici sono sempre più strettamente collegati, strumenti di questo tipo potrebbero contribuire a rendere la produzione alimentare più sostenibile ed efficiente.

L’avocado, quindi, continua a sorprendere. Non solo per le sue proprietà nutrizionali o il suo successo in cucina, ma anche perché nasconde uno dei sistemi riproduttivi più sofisticati del mondo vegetale. E ora che la scienza ne ha identificato il “regista” genetico, potrebbero nascere gli avocado 2.0: varietà più resilienti, produttive e pronte ad affrontare le sfide dell’agricoltura del futuro.