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Squali con tracce di farmaci e cocaina: allarme nei mari

Federica VitalePubblicato il Aggiornato il 3 min di lettura
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squalo
Foto di Christel SAGNIEZ da Pixabay

Un inquinamento invisibile sotto la superficie

Nelle acque cristalline delle Bahamas si nasconde una realtà meno paradisiaca di quanto immaginiamo. Un recente studio pubblicato sulla rivista Environmental Pollution ha rivelato un dato sorprendente: alcuni squali presentano nel sangue tracce di farmaci e sostanze stupefacenti.

Non si tratta di casi isolati. L’analisi, condotta nei pressi dell’isola di Eleuthera, ha coinvolto 85 esemplari, mostrando che quasi un terzo conteneva sostanze chimiche riconducibili all’attività umana.

Cosa è stato trovato negli squali

I risultati dello studio sono tanto inaspettati quanto significativi. Tra le sostanze rilevate compaiono:

  • caffeina (la più frequente)
  • comuni antidolorifici come ibuprofene, paracetamolo e diclofenac
  • tracce di cocaina, seppur in un solo esemplare

Questi composti sono stati identificati in diverse specie, tra cui:

  • squali nutrice
  • squali di barriera caraibici
  • un giovane squalo limone

La presenza di queste sostanze indica che l’inquinamento non riguarda solo la superficie o le coste, ma penetra profondamente negli ecosistemi marini.

Da dove arrivano queste sostanze

La causa principale è l’inquinamento farmaceutico, un fenomeno sempre più diffuso ma ancora poco visibile.

Le fonti principali includono:

  • acque reflue non completamente depurate
  • scarichi fognari
  • attività legate al turismo
  • comportamenti quotidiani, come fare il bagno dopo aver assunto farmaci

Anche il traffico illecito può contribuire: nel caso della cocaina, gli scienziati ipotizzano il contatto con carichi dispersi in mare.

Effetti sugli squali: cosa sappiamo finora

Le concentrazioni rilevate sono basse, ma questo non significa che siano innocue.

Gli squali analizzati hanno mostrato alterazioni nei marcatori metabolici, in particolare quelli legati a:

  • stress fisiologico
  • regolazione energetica

Studi precedenti su altre specie marine suggeriscono che sostanze come la caffeina possono influenzare:

  • comportamenti alimentari
  • movimenti
  • risposte alle minacce

In un ecosistema complesso come quello marino, anche piccole modifiche possono avere effetti a catena.

Un problema difficile da vedere, ma reale

A differenza della plastica o delle fuoriuscite di petrolio, questo tipo di inquinamento è invisibile a occhio nudo.

Non galleggia, non lascia tracce evidenti, ma si accumula lentamente negli organismi viventi.

È proprio questa invisibilità a renderlo particolarmente insidioso: agisce in modo silenzioso, modificando equilibri biologici senza attirare attenzione immediata.

Implicazioni per gli ecosistemi e per l’uomo

Gli squali sono predatori apicali, fondamentali per il mantenimento dell’equilibrio marino. Alterazioni nel loro comportamento o nella loro salute possono influenzare l’intera catena alimentare.

Inoltre, la presenza di sostanze chimiche negli animali marini solleva interrogativi più ampi:

  • quanto è diffuso questo fenomeno?
  • quali specie sono coinvolte?
  • esistono rischi indiretti per la salute umana?

Una sfida ambientale emergente

L’inquinamento da farmaci rappresenta una delle nuove frontiere della crisi ambientale.

Non è spettacolare come altre forme di contaminazione, ma è profondo, diffuso e difficile da controllare.

Questo studio invita a riflettere su quanto le nostre azioni quotidiane — spesso considerate innocue — possano avere effetti lontani, fino a raggiungere gli oceani e le specie che li abitano.

Ripensare il rapporto tra uomo e ambiente

La presenza di caffeina, antidolorifici e persino cocaina negli squali è più di una curiosità scientifica: è un segnale.

Un promemoria del fatto che non esiste una separazione netta tra attività umana e natura.

Ogni sostanza che immettiamo nell’ambiente, prima o poi, trova la sua strada. E spesso, lo fa in modi che non ci aspettiamo.