
Avere degli animali domestici è una scelta importante che va presa con cura, avere un figlio segue lo stesso ragionamento, ma con ovviamente una severità maggiore e quando si parla di averli entrambi, il discorso diventa molto più complicato. Ci sono famiglie in cui non si vuole assolutamente far avvicinare un animale al proprio figlio e in tanti si chiedono se ci sono degli effetti positivi nel farlo o nel non farlo. Un recente studio ha cercato di capire proprio questo.
Un bambino che ha la possibilità di interagire con costanza con degli animali domestici può beneficiare di diversi aspetti positivi come una regolazione emotiva più accentuata e in generali sviluppare un forte senso di empatia e standard morali. Non è un rapporto che va a sostituire i necessari comportamenti sociali che si acquisiscono interagendo con altre persone, ma sono un’integrazione che può portare a benefici.
Animali domestici: i bambini imparano molto
Lo studio spagnolo ha preso in esame quasi 2.000 famiglie che presentavano animali domestici, o in passato ne avevano avuti, con una divisione tra gatti, cani, volatili e altri. I migliori dal punto di vista di riuscire a insegnare qualcosa ai bambini sono stati i pesci, le tartarughe e i criceti in quando necessitano di più attenzioni, nonostante siano anche facili da gestire. Al tempo stesso i gatti sono più associati a rischi di salute mentale, un rischio causato principalmente a causa del toxoplasmosi.
Le parole dei ricercatori: “I bambini che hanno vissuto regolarmente con animali come criceti, conigli, pesci o tartarughe hanno ottenuto risultati migliori rispetto a quelli che li hanno avuti solo in modo intermittente. Ciò suggerisce che un legame continuo potrebbe essere più benefico di un’esposizione sporadica. Sebbene vivere con un animale domestico possa promuovere responsabilità, empatia e autoregolazione emotiva, il suo impatto reale dipende da fattori come la natura del legame, l’età e il tipo di educazione.”








