Tutte le specie viventi sulla Terra sono in costante evoluzione, un processo esacerbato per certi diversi dalla rapida mutazione stessa degli ecosistemi a causa dell’uomo. Eventi importanti, come la pandemia del Covid-19, riescono a influenzare tali processi e un esempio, indiretto, riguarda i volatili urbani. Gli esemplari abituati a vivere in contesti urbani hanno dovuto fare i conti, in certe città, a una drastica riduzione di persone in circolazione.
Il becco dei volatili è un aspetto fondamentale della loro esistenza e guardando la loro forma, anche con una sola rapida occhiata, se ne può capire la dieta. Se quindi nel loro ecosistema avviene un cambiamento che influenza l’alimentazione, il primo aspetto che dovrà cercare di adattarsi sarà il becco. Durante il Covid-19, con meno cibo lasciato in giro, volontariamente o meno, gli uccelli hanno dovuto adattarsi.
Il nostro lockdown ha spinto i volatili a evolversi
L’evoluzione avvenuta durante il lockdown ha portato i becchi di alcune specie di volatili urbani ad assomigliare più alla controparte selvatici. Nello specifico, sono diventati più lunghi e sottili per potergli permettere di raggiungere più facilmente il cibo come vermi, semi e insetti. Per il cibo lasciato da noi, più di facile accesso, bastono becchi corti.
Le parole dei ricercatori: “Nel giro di pochi anni, alcuni voltatili urbani cambiarono rapidamente nella loro morfologia, con gli esemplari nati durante e subito dopo l’antropopausa che mostravano fenotipi non urbani. Tuttavia, il ritorno dell’attività umana ha portato a un rapido ritorno alla morfologia associata alla città. Questi risultati mostrano quanto rapidamente e fortemente gli esseri umani possano influenzare altre specie. A sua volta, la fauna selvatica può influenzare profondamente la salute e il benessere dell’umanità.”
