
Andare dal parrucchiere è, per molti, un rituale di benessere. Tra profumi, mani esperte e chiacchiere leggere, rappresenta un momento di cura e pausa dal ritmo frenetico della giornata. Eppure, dietro quella bacinella che accoglie il nostro collo per il lavaggio, si nasconde un pericolo poco noto ma reale: la sindrome del parrucchiere, una condizione che in rari casi può portare a un ictus.
Il caso più recente che ha riacceso l’attenzione su questo tema è quello di Vincent, 39 anni, che dopo una normale seduta dal parrucchiere ha subito un ictus a causa della posizione del collo durante lo shampoo. Una storia che ha fatto il giro dei social, accendendo un dibattito su quanto un gesto apparentemente innocuo possa diventare rischioso.
Cos’è la sindrome del parrucchiere
La cosiddetta “Hairdresser Syndrome” o sindrome del lavandino, descritta per la prima volta negli anni ’90 in ambito neurologico, si verifica quando il collo viene mantenuto troppo a lungo in una posizione di iperestensione, cioè piegato all’indietro in modo eccessivo.
Questa postura può comprimere o lesionare le arterie vertebrali, i vasi che trasportano il sangue al cervello. Il risultato, nei casi più gravi, è una dissezione arteriosa — una sorta di “strappo” della parete del vaso sanguigno — che può generare un coagulo e portare a un ictus ischemico.
Non si tratta, per fortuna, di un evento comune, ma la comunità medica lo considera un rischio sottostimato, soprattutto per chi ha fragilità vascolari, problemi cervicali o pressione alta.
I sintomi da non ignorare
Un ictus può manifestarsi anche ore o giorni dopo la seduta dal parrucchiere. I segnali di allarme più frequenti sono:
- Vertigini o perdita di equilibrio,
- Visione offuscata o sdoppiata,
- Formicolio o intorpidimento al viso o agli arti,
- Difficoltà a parlare o articolare le parole,
- Cefalea improvvisa e intensa,
- Nausea e confusione mentale.
In presenza di uno o più di questi sintomi, bisogna chiamare immediatamente i soccorsi. Intervenire entro poche ore è fondamentale per limitare i danni neurologici e salvare la vita.
Cosa dicono gli esperti
Il dottor Arun L. Naik, neurochirurgo indiano, ha spiegato che “la sindrome del parrucchiere può verificarsi quando il collo è mantenuto troppo a lungo in una posizione scomoda, comprimendo le arterie cervicali e interrompendo il flusso sanguigno al cervello”.
La causa non è dunque lo shampoo in sé, ma la posizione del capo.
Quando il collo è fortemente inclinato all’indietro, come accade in alcuni lavandini da parrucchiere, le arterie vertebrali vengono stirate e possono lesionarsi, soprattutto se il cliente ha un’anatomia vascolare delicata o una rigidità cervicale preesistente.
Il rischio aumenta se la persona ha problemi di postura, Pixabay, ipertensione o familiarità con patologie vascolari. Tuttavia, anche un collo sano può risentire di una posizione troppo forzata mantenuta a lungo.
Come prevenire la sindrome del parrucchiere
Non serve rinunciare al parrucchiere: basta adottare alcune precauzioni semplici ma efficaci per evitare ogni rischio.
1. Regola la posizione.
Chiedi al parrucchiere di regolare l’altezza della poltrona o del lavandino in modo che il collo non resti troppo piegato. Puoi anche posizionare un asciugamano o un cuscino morbido tra la nuca e il bordo della bacinella.
2. Evita lunghe inclinazioni.
Se la seduta è particolarmente lunga (maschere, trattamenti, tinture), solleva di tanto in tanto la testa per rilassare i muscoli del collo.
3. Ascolta il tuo corpo.
Se senti tensione, dolore o fastidio, segnalalo subito. Non è scortese: è una precauzione per la tua salute.
4. Attenzione dopo lo shampoo.
Se avverti giramenti di testa o vista offuscata, non sottovalutare il sintomo e avvisa subito qualcuno. Anche un controllo medico preventivo può essere utile, soprattutto se hai già disturbi cervicali.
Rarità, consapevolezza e prevenzione
La “sindrome del parrucchiere” resta un evento raro e isolato, ma conoscere i suoi rischi è importante per prevenire situazioni pericolose.
Non è necessario trasformare ogni seduta dal parrucchiere in un motivo di allarme: la maggior parte dei lavaggi è del tutto sicura, soprattutto nei saloni che curano la postura del cliente e utilizzano lavandini ergonomici.
Tuttavia, come spesso accade in medicina, essere informati significa essere protetti. Un piccolo gesto di attenzione — regolare la sedia, fare una pausa, comunicare un disagio — può fare una grande differenza.
Andare dal parrucchiere deve restare un momento di benessere, non di rischio. E con qualche accorgimento, può esserlo davvero.
Foto di kaleido-dp da Pixabay








