Salta al contenuto
News

Avere amici costa 250 euro al mese: quanto pesa la socialità sulle finanze dei giovani

Federica VitalePubblicato il 3 min di lettura
Condividi
amici socialità finanze
Foto di Matheus Serôa da Pixabay

Avere una vita sociale attiva non è mai stato gratuito, ma oggi sembra avere un costo sempre più preciso: circa 250 euro al mese. È questa la cifra che, secondo un sondaggio condotto da Ally Bank, Millennial e Gen Z destinano mediamente ad attività sociali come cene, viaggi, concerti, feste ed eventi. Una spesa che conferma quanto la socialità resti una priorità per i giovani adulti, anche in un periodo storico segnato da inflazione e difficoltà economiche.

Dove finiscono i soldi: cene, viaggi ed eventi

Entrando nel dettaglio, le principali voci di spesa legate all’amicizia sono cene fuori casa, biglietti per concerti o festival, viaggi di gruppo e partecipazione a eventi speciali come compleanni, addii al celibato o feste private. Non si tratta quindi solo di spese occasionali, ma di una routine che mese dopo mese può arrivare a pesare in maniera significativa sul bilancio personale.

L’effetto sul risparmio e sugli obiettivi a lungo termine

Il lato oscuro di questa spesa emerge guardando agli effetti sulle finanze personali. Secondo il sondaggio, il 59% degli intervistati ammette che il proprio stile di vita sociale influisce negativamente su obiettivi importanti, come l’acquisto di una casa, la costruzione di un fondo di emergenza o la pianificazione della pensione. In altre parole, i giovani scelgono il “qui e ora” sacrificando, almeno in parte, il futuro.

Budget? Una rarità tra i giovani

Un altro dato rilevante riguarda la gestione consapevole del denaro: solo il 18% dichiara di avere un budget preciso per le spese sociali. La maggioranza procede invece senza pianificazione, affidandosi all’improvvisazione e rischiando così di superare di molto le proprie possibilità economiche. Questo conferma come la socialità venga percepita come un bisogno primario, talvolta al di sopra della prudenza finanziaria.

Il peso della pressione sociale

A incidere non è soltanto la voglia personale di divertirsi. Secondo alcuni analisti, la pressione del gruppo e dei social media gioca un ruolo centrale. Mostrare una vita attiva e piena di esperienze è ormai parte integrante dell’identità digitale, soprattutto per Gen Z e Millennial. Rinunciare a un’uscita non significa solo risparmiare, ma rischiare di sentirsi esclusi da un contesto sociale sempre più condiviso online.

Tra benessere e sacrificio: la ricerca dell’equilibrio

La spesa per le amicizie, seppur elevata, non è priva di benefici. La socialità ha effetti positivi sul benessere psicologico, riduce lo stress e migliora la qualità della vita. Tuttavia, la mancanza di un equilibrio tra divertimento e pianificazione può trasformare questi momenti in un peso economico. Gli esperti suggeriscono strategie semplici, come stabilire un tetto mensile di spesa, scegliere attività a basso costo e valorizzare forme di socialità alternative, come incontri in casa o passeggiate all’aperto.

Un futuro finanziario a rischio?

La fotografia che emerge è chiara: i giovani sono disposti a investire sulla socialità anche a costo di rallentare la costruzione di basi economiche solide. Se da un lato questo approccio riflette un desiderio comprensibile di godersi la vita, dall’altro potrebbe avere ripercussioni significative sul lungo termine, rendendo più difficile affrontare imprevisti o raggiungere obiettivi di indipendenza finanziaria.

L’amicizia, si sa, non ha prezzo. Ma oggi, a quanto pare, averne una costa in media 250 euro al mese. Una cifra che racconta non solo l’importanza dei legami sociali per Millennial e Gen Z, ma anche la difficoltà di conciliare piaceri immediati e pianificazione economica. Il vero nodo, dunque, non è rinunciare alla socialità, ma imparare a viverla senza compromettere il futuro.

Foto di Matheus Serôa da Pixabay