Salta al contenuto
News

Perché il nostro cervello assomiglia a una noce? Le nuove scoperte sulle pieghe corticali

Federica VitalePubblicato il 2 min di lettura
Condividi
cervello noce pieghe corticali
Foto Mockup Graphics Unsplash

Il cervello umano, con le sue caratteristiche pieghe che lo fanno assomigliare a una noce, nasconde un mistero affascinante: perché non è liscio come quello della maggior parte degli animali?

Le circonvoluzioni (giri) e i solchi (sulci) della corteccia cerebrale non sono semplici dettagli estetici: aumentano la superficie disponibile per i neuroni e sono legate a funzioni cognitive complesse come linguaggio, memoria e creatività.

Il nuovo studio del Max Planck

Un team di ricercatori del Max Planck Institute for Biological Intelligence, guidato da Rüdiger Klein, ha recentemente pubblicato su Nature Communications una scoperta che chiarisce questo fenomeno.

Manipolando geneticamente dei topi da laboratorio e osservando lo sviluppo della loro corteccia cerebrale, gli scienziati hanno individuato i fattori che determinano la comparsa delle pieghe.

Il ruolo delle cellule progenitrici

Secondo i ricercatori, tutto parte dalle cellule progenitrici, quelle che danno origine ai neuroni.

  • Progenitori intermedi → favoriscono la formazione dei solchi.
  • Progenitori apicali → stimolano la formazione delle circonvoluzioni.

La combinazione tra numero di cellule, modalità di migrazione e densità dei neuroni porta alla comparsa delle pieghe tipiche della corteccia.

Come spiega Seung-Hee Chun, primo autore dello studio:

“Le rughe nel nostro cervello derivano da una combinazione di rapida crescita cellulare e movimento dei neuroni. È l’interazione tra questi fattori, e non uno solo, a generare solchi e circonvoluzioni.”

Perché alcune specie hanno il cervello rugoso e altre no?

La maggior parte degli animali – come topi, ratti o uccelli – ha un cervello liscio. Solo alcune specie, tra cui esseri umani, delfini e maiali, mostrano una corteccia rugosa.

La differenza sta proprio nel bisogno di spazio: più superficie corticale significa più neuroni, più connessioni e quindi maggiori capacità cognitive.

Differenze da persona a persona

Non solo tra le specie: anche tra gli esseri umani i modelli di piegatura corticale variano molto. Alcuni cervelli hanno solchi più profondi, altri circonvoluzioni più fitte. Comprendere queste differenze potrebbe aiutare a chiarire i legami tra morfologia cerebrale, funzioni cognitive, comportamento e salute.

Uno sguardo al futuro

Lo studio del Max Planck apre la strada a nuove ricerche sui fattori genetici, cellulari e meccanici che modellano il cervello. Conoscere meglio l’origine delle pieghe corticali non è solo una curiosità scientifica: potrebbe contribuire a comprendere patologie neurologiche e variazioni individuali legate allo sviluppo cerebrale.

Foto di Mockup Graphics su Unsplash