Per oltre 50 milioni di anni è rimasto nascosto sotto la colossale calotta glaciale dell’Antartide. Oggi, un team di geofisici ha portato alla luce un incredibile paesaggio fossile: una rete di fiumi giganti, risalente a decine di milioni di anni fa, che potrebbe aver giocato un ruolo cruciale nella frammentazione del supercontinente Gondwana, separando India, Australia e Antartide.
Lo studio, pubblicato su Nature Geoscience, mostra come questi antichi corsi d’acqua abbiano modellato vaste superfici rocciose piatte nel cuore dell’Antartide orientale, influenzando persino il comportamento del ghiaccio attuale.
Fiumi che plasmano continenti
Le immagini radar del sottosuolo ghiacciato hanno rivelato piane sorprendentemente uniformi, nascoste sotto strati di ghiaccio spesso chilometri. Queste superfici, spiegano gli scienziati, sono il risultato dell’erosione fluviale avvenuta milioni di anni fa, quando il clima era più caldo e l’Antartide non era ancora ricoperta di ghiacci permanenti.
Secondo il geofisico Guy Paxman dell’Università di Durham, “le superfici piane che abbiamo identificato sono rimaste intatte per oltre 30 milioni di anni”, a dimostrazione della straordinaria capacità conservativa del ghiaccio.
Gondwana: la rottura silenziosa
I fiumi si sarebbero formati durante la separazione del supercontinente Gondwana, quando l’Antartide si staccò dall’India e dall’Australia. Questo processo tettonico avvenuto tra 80 e 34 milioni di anni fa è stato uno dei più drammatici della storia geologica del nostro pianeta, e queste scoperte aggiungono un nuovo tassello al grande mosaico della deriva dei continenti.
Un impatto ancora attuale
Oggi, quelle superfici modellate dagli antichi fiumi condizionano la dinamica del ghiaccio antartico. Sopra di esse, il ghiaccio si muove lentamente, mentre nelle depressioni scavate dai fiumi il flusso è molto più rapido. Questa asimmetria di movimento potrebbe influenzare la stabilità futura della calotta in un contesto di cambiamenti climatici.
Il ritrovamento non è solo una curiosità geologica, ma una chiave per prevedere l’evoluzione dell’Antartide in un pianeta sempre più caldo. E ancora una volta, il passato remoto ci parla del futuro prossimo.
Foto di Deborah Jackson da Pixabay
