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Foto di Septimiu Balica da Pixabay

Un nuovo studio ha esaminato la relazione tra i ricoveri legati a fratture e dieta in quasi 1400 donne anziane ha scoperto che la vitamina K1 riduce significativamente il rischio di ospedalizzazione. Lo studio era a lungo termine e ha suggerito che questa vitamina, ossia la K1, può ridurre il rischio di fratture ossee. Come possiamo immaginare la rottura delle ossa è una condizione davvero grave che può cambiare in maniera la nostra vita, specialmente in età avanzata, quando le fratture dell’anca possono portare a disabilità, ridotta indipendenza e aumento del rischio di mortalità.

Tuttavia secondo la nuova ricerca potrebbero esserci dei passi da fare per ridurre il rischio di fratture più avanti nella vita. La vitamina K1, nota anche come fillochinone, è un tipo di vitamina K che si trova nelle verdure a foglia verde come broccoli, fagiolini, cavoli e spinaci, nonché in frutta come prugne, kiwi e avocado. È importante per il corretto funzionamento del meccanismo di coagulazione del sangue del corpo e per il mantenimento di ossa sane.

 

Fratture ossee, la vitamina K1 può aiutarci a ridurne il rischio

Lo studio ha scoperto che le donne che consumavano più di 100 microgrammi di vitamina K1, equivalenti a circa 125 g di verdure a foglia scura, o da una a due porzioni di verdure, avevano il 31% in meno di probabilità di avere fratture rispetto ai partecipanti che consumavano meno di 60 microgrammi per giorno, che è l’attuale linea guida per l’assunzione adeguata di vitamina K per le donne. Per quanto riguarda la frattura all’anca ci sono stati risultati ancora positivi in quanto il rischio di ospedalizzazione si è ridotto del 49%.

Inoltre i risultati sono un’ulteriore prova dei benefici della vitamina K1, che ha anche dimostrato di migliorare la salute cardiovascolare. Quest’ultimi sono indipendenti da molti fattori stabiliti per i tassi di frattura, tra cui l’indice di massa corporea, l’assunzione di calcio, lo stato di vitamina D e la malattia prevalente. Studi di base sulla vitamina K1 hanno identificato un ruolo critico nella carbossilazione delle proteine ​​ossee dipendenti dalla vitamina K1 come l’osteocalcina, che si ritiene migliori la resistenza ossea. Un precedente studio indica che l’assunzione dietetica di vitamina K1 inferiore a 100 microgrammi al giorno potrebbe essere troppo bassa per questa carbossilazione.

Questa vitamina inoltre può promuovere la salute delle ossa inibendo vari agenti di riassorbimento osseo. Mangiare più di 100 microgrammi di vitamina K1 al giorno era l’ideale e, fortunatamente, non è troppo difficile da fare. Il consumo di questa quantità giornaliera di vitamina K1 può essere facilmente raggiunto consumando tra 75-150 g, equivalenti a una o due porzioni, di verdure come spinaci, cavoli, broccoli e cavoli. È un altro motivo per seguire le linee guida sulla salute pubblica, che sostengono un maggiore consumo di verdure, comprese una o due porzioni di verdure a foglia verde, il che è in linea con le raccomandazioni dello studio.

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