investimenti

Un vecchio detto recita più o meno così:” I soldi pochi, maledetti e sotto il mattone” (possibili varianti da zona a zona). Il significato è immediatamente intuibile. Chi possiede un gruzzoletto, è bene che lo tenga al sicuro, ben protetto, senza lanciarsi in avventure finanziarie che, per i più inesperti, possono trasformarsi in tragedie. Una saggezza popolare, un monito tenuto sempre in grande considerazione, una strategia molto adottata.

Un mezzo suicidio, nella realtà dei fatti. Tenere i soldi sotto il cuscino non è quasi mai una buona idea, poiché in questa maniera si espone il capitale alla forza erosiva dell’inflazione, che sul medio e lungo periodo priva silenziosamente, ma costantemente, di una parte di quei risparmi che, apparentemente, erano stati tutelati.

 

Il rischio inflazione e i suoi effetti 

Che cosa sia l’inflazione e come agisca è noto a tutti. Si tratta sostanzialmente di un aumento dei prezzi, che si verifica in alcuni cicli economici su un orizzonte temporale medio. Fino a trent’anni fa, in Italia esisteva uno strumento, la Scala Mobile, che indicizzava i salari al tasso di inflazione, in modo tale da proteggere i redditi fissi dall’aumento dei prezzi, mantenendone inalterato il potere d’acquisto. Oggi non è più così. Esattamente come accade per chi percepisce stipendi fissi (impiegati pubblici e privati, soprattutto), anche i risparmi restano spesso vittime dell’inflazione. Pur con un’inflazione minima (teniamo conto che l’architettura dell’Unione Europea è fondata sul principio secondo il quale la BCE è tenuta a mantenere un tasso di inflazione inferiore al 2,1%), un capitale accantonato rischia di veder troncato il proprio valore su un arco di 10 anni. Si capisce bene, dunque, come la scelta di lasciare i soldi al “sicuro” rappresenti in realtà una trappola. In questo caso è meglio optare per una strategia meno conservativa, potenzialmente più remunerativa, e sicuramente più saggia. Investire in maniera ponderata il proprio capitale può senza dubbio costituire una solida alternativa al mattone ed evitare che esso finisca nella morsa dell’inflazione.

 

Investire include dei rischi 

Naturalmente, anche l’investimento è tutt’altro che privo di rischi. Specie per i non addetti ai lavori, il mondo dei mercati finanziari rappresenta una realtà talmente opaca che è molto facile rimanere vittime di qualche scherzo del fato. Per questa ragione, è opportuno rivolgersi sempre ad un consulente, che sappia come guidarci in tali terreni sconosciuti. Oggi non ci sono più soltanto le banche o le società di consulenza tradizionali; da un po’ di anni, e con le direttive MiFID II la cosa è stata ulteriormente potenziata, è possibile rivolgersi a consulenti indipendenti che, almeno sulla carta, dovrebbero essere svincolati rispetto alla piaga del conflitto di interessi, sempre aleggiante quando si parla di investimenti.

 

L’importanza della consulenza finanziaria

Un buon consulente, molto probabilmente, suggerirà un portafoglio diversificato, finalizzato a coprire un orizzonte lungo (10-20 anni). È questa, tendenzialmente, la strategia migliore. Sicuramente molto dipende dalle esigenze del cliente e dalle disponibilità di quest’ultimo. Chi vuole guadagnare molto, deve puntare su una strategia aggressiva, e quindi un portafoglio bilanciato non farebbe al caso suo. Più modestamente, un padre di famiglia, che magari ha come obiettivo quello di accantonare una somma per gli studi del figlio, potrà trarre giovamento da asset equilibrati e diversificati, anche geograficamente, che possano consentire, al termine del ciclo prefissato, di coprire eventuali perdite e ottenere ritorni, sia pur non clamorosi, grazie ai pacchetti più solidi (obbligazioni, titoli di Stato ecc.). Ed anche l’inflazione verrebbe messa KO.