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Un uomo d’affari in pensione e ufficiale della marina degli Stati Uniti ha eseguito una delle immersioni più profonde mai effettuate prima d’ora. Location di tutto rispetto per questa mirabile impresa: la Fossa delle Marianne, ovvero 10.928 metri di profondità. Nonostante l’abisso fosse garante di una certa protezione ambientale, sono state ritrovate tracce di rifiuti di un materiale che, a suo dire, potrebbe essere proprio plastica.

La notizia dell’impresa è stata resa pubblica di recente e include un video tratto dal sottomarino con il quale Victor Vescovo è disceso nel punto più profondo della Terra, nell’Oceano Pacifico, battendo di 16 metri il precedente record di profondità, raggiunto nel 1960 con una discesa a 10.912 metri.

 

L’uomo che fece l’impresa

Victor Vescovo, un uomo d’affari di Dallas, sta cercando di confermare che il materiale artificiale trovato in profondità nell’oceano sia di plastica, ha spiegato Stephanie Fitzherbert, portavoce della “Five Deeps Expedition“, la spedizione di Vescovo.

I rifiuti di plastica hanno raggiunto proporzioni epidemiche, con una stima di 100 milioni di tonnellate attualmente negli oceani, secondo le Nazioni Unite.

Nelle ultime tre settimane, la spedizione ha portato a termine quattro immersioni, raccogliendo campioni biologici e di roccia. Una di queste è stata la terza volta in cui l’uomo raggiungeva la parte più profonda dell’oceano, chiamata depressione sfidante.

Il cineasta canadese James Cameron è stato l’ultimo a visitare il sito nel 2012, raggiungendo una profondità di 10.908 metri a bordo del sommergibile Deepsea Challenger.

Prima di Cameron, i primi esseri umani a visitare la depressione, raggiungendo i 10.912 metri di profondità il 23 gennaio 1960, sono stati gli ufficiali della Marina degli Stati Uniti Don Walsh e l’oceanografo svizzero e ingegnere Jacques Piccard, a bordo del batiscafo Trieste.